28 aprile 2017
Aggiornato 18:00
Crisi tra i temi principali al prossimo summit del G7 a Taormina

Siria, Mogherini: nessuna soluzione militare

La responsabile della Politica estera dell'Ue Federica Mogherini in una conferenza stampa ad Algeri ha precisato di non contemplare soluzioni militari per la crisi siriana

ALGERI - L'Unione europea e l'Algeria condividono la stessa analisi sulla crisi siriana ha dichiarato, nel corso di una conferenza stampa congiunta ad Algeri, la responsabile della politica estera della Ue Federica Mogherini che ha insistito sul fatto che non esistono soluzioni militari per risolvere il problema. Dal canto suo, il ministro degli Esteri algerino Ramtane Lamamra ha impartito una lezione a tutta la comunità internazionale sottolineando la posizione algerina di non ingerenza negli affari interni dei vari paesi.

La posizione dell'Ue
«La posizione dell'Unione europea è molto chiara e ferma: per la Siria non esiste alcuna soluzione militare» ha detto la Mogherini. «Possiamo capire le intenzioni dei nostri alleati americani ma ora è il momento di impegnarsi a fondo per sostenere gli sforzi politici e diplomatici in corso a Ginevra».

Situazione sempre più drammatica
La situazione sta diventando sempre più drammatica e complessa dopo il bombardamento deciso dal presidente statunitense Donald Trump a causa del presunto attacco con armi chimiche a Khan Sheikhun e scaricato dai nemici di Damasco sulle spalle del regime di Bashar al Assad mentre Siria e Russia attribuiscono la strage a un arsenale ribelle colpito da un raid della caccia siriana. La crisi è suscettibile di provocare un incendio incontrollato e incontrollabile in uno dei troppi flashpoint, aree di attrito o punti di incandescenza geopolitici, disseminati in tutto il mondo, dal Medioriente, all'Africa sino all'Estremo Oriente.

Verso Taormina
Lo scenario siriano sarà protagonista al prossimo summit del G7 che si terrà dal 26 al 27 maggio a Taormina, in Sicilia, al quale parteciperà lo stesso Trump. Washington si aspetta che sul tavolo ci sia l'impegno condiviso del G7 a sconfiggere l'Isis. In un'intervista alla Cbs, il segretario di Stato Rex Tillerson ha dichiarato che la sconfitta del cosiddetto Stato islamico rappresenta la prima priorità degli Stati Uniti in quanto consentirebbe l'eliminazione di una gravissima minaccia per la stabilità di tutta la regione mediorientale. Solo dopo si potrà pensare alla stabilizzazione della Siria. Allo stato delle cose, oggi, il tutto appare come una petizione di principio, dato che l'attacco di Trump ha portato al calor bianco le tensioni con gli elementi - Siria, Russia e Iran - che, sul campo, sono stati i principali antagonisti delle milizie dei terroristi radunati sotto le bandiere di al Baghdadi.