30 aprile 2017
Aggiornato 01:00
La rivelazione del Pentagono

Isis, l'ultimo tentativo dei marines a Raqqa. Intanto al Baghdadi fugge da Mosul

Il leader dell'Isis Abu Bakr al Baghdadi sarebbe fuggito dalla strategica località dell'Iraq settentrionale delegando il controllo tattico della battaglia ai comandanti militari locali. Mentre in Siria aumenta l'impegno Usa

WASHINGTON - Il leader dell'Isis Abu Bakr al Baghdadi, che qui vediamo in alcune immagini di repertorio mentre predica all'interno della moschea di Mosul, sarebbe fuggito dalla strategica località dell'Iraq settentrionale, ultimo bastione dell'Isis in Iraq, delegando il controllo tattico della battaglia ai comandanti militari locali. Lo ha reso noto alla stampa un funzionario della Difesa statunitense che intende restare anonimo.

La fuga prima dell'assedio
Al Baghdadi, che aveva proclamato il nuovo Califfato islamico nel luglio del 2014 proprio da Mosul, avrebbe abbandonato la città prima che si serrasse l'assedio della controffensiva irachena. "Sappiamo per certo che era a Mosul prima dell'attacco" hanno rivelato le fonti del Pentagono. "Ma se n'è andato prima che isolassimo Mosul e Tal Afar", località a ovest della città. Il leader dell'Isis, peraltro, non ha mai svolto alcun ruolo militare effettivo riguardo al piano tattico di difesa di Mosul affidando le sorti della battaglia ai suo comandanti militari. La caccia ad al Baghdadi è condotta da diversi gruppi, incluse unità di forze speciali statunitensi, mentre altri reparti si concentrano sulla liquidazione dei più capaci comandanti operativi sul campo per disarticolare le linee difensive dei miliziani islamisti.

Il futuro dell'Isis
Feroci, spietati ma pragmatici, i guerriglieri dello Stato islamico sanno che dovranno inevitabilmente rinunciare a Mosul, in Iraq, e a Raqqa, in Siria, le capitali transfrontaliere dell'autoproclamato Califfato. Ma quella di Raqqa non sarà l'ultima battaglia contro l'Isis, stimano gli analisti, che osservano sacche organizzate di resistenza nella Siria orientale, nell'Iraq occidentale e lungo la valle dell'Eufrate. Ancora attivi si contano 15mila guerriglieri tra Siria e Iraq, 2.500 dei quali divisi tra Mosul e Tal Afar e 4.000 saldamente trincerati a Raqqa.