28 marzo 2017
Aggiornato 21:30
L'Iraq escluso dalla lista. Tillerson: è un alleato contro l'Isis

Muslim ban atto secondo, ecco cosa cambia

Il presidente degli Stati Uniti Donald Trump ha firmato il nuovo ordine esecutivo per bloccare l'entrata di persone provenienti questa volta da sei paesi a maggioranza musulmana

WASHINGTON - Muslim ban atto secondo. Il presidente degli Stati Uniti Donald Trump ha firmato il nuovo ordine esecutivo per bloccare, sulla base di motivi di sicurezza nazionale, l'entrata di persone provenienti questa volta da sei paesi a maggioranza musulmana, uno in meno dell'altra volta. Il nuovo provvedimento giunge dopo che era stata bloccata in tribunale la prima versione che prevedeva di sospendere per 4 mesi l'ingresso negli Stati Uniti dei rifugiati, a tempo indeterminato per i siriani, e per 3 mesi quello dei cittadini di sette nazioni a maggioranza musulmana.

Iraq non incluso
La novità più importante riguarda la decisione di non includere l'Iraq tra i paesi colpiti dal divieto mentre la sospensione a tempo determinato, 120 giorni, si applica a tutti i rifugiati, senza sottoporre solo i siriani a un divieto indeterminato. È stato poi fissato a 50mila il numero massimo di rifugiati che sarà possibile accogliere ogni anno. L'Iraq è stato escluso su pressione del dipartimento di Stato e del Pentagono dato che tecnicamente si tratta di un alleato. I sei paesi ancora sottoposti al divieto sono Iran, Siria, Sudan, Yemen, Somalia e Libia. I divieti presenti nella nuova versione non riguarderanno chi è in possesso di un visto di residenza permanente o di altri visti per gli Stati Uniti. Il nuovo ordine esecutivo entrerà in vigore il 16 marzo.

Le differenze tra la vecchia e la nuova versione del muslim ban di Donald Trump.

Le differenze tra la vecchia e la nuova versione del muslim ban di Donald Trump. (© Elaborazione DiariodelWeb.it)

Alleato importante
Il segretario di Stato Rex Tillerson, il ministro della Giustizia Jeff Sessions e il segretario di Stato per la sicurezza interna John Kelly hanno tenuto una conferenza stampa per illustrare il provvedimento. «L'Iraq è un alleato importante nella nostra guerra contro l'Isis» ha detto Tillerson in riferimento alla «grazia» presidenziale che ha escluso l'Iraq dal bando mentre Sessions è entrato nelle ragioni che hanno dettato l'ordine esecutivo.

Lotta al terrorismo
«Oggi, secondo i dati dell'Fbi, oltre 300 persone entrate negli Stati Uniti con lo status di rifugiati, sono sotto inchiesta per potenziali attività collegate al terrorismo» ha detto il ministro della Giustizia. «Il decreto intende proteggere sia il popolo americano sia gli immigrati legali attivando più stretti sistemi di verifica per i visitatori che giungono da questi sei paesi. Tre di questi sono sponsor di Stato del terrorismo mentre gli altri tre hanno servito come rifugio ai terroristi», ha concluso Sessions.