24 marzo 2017
Aggiornato 18:30
Presidenziali Usa 2016

La condizione di Rebecca Ferguson per cantare per Trump

Tutti gli artisti contattati si sono rifiutati di esibirsi finora, c'è solo un nome certo, Jackie Evancho 16enne vincitrice di America's Got Talent. Ma ora è arrivata la proposta dell'artista di colore che accetterà l'invito del presidente eletto solo se potrà cantare «Strange Fruit», un inno contro il razzismo

MILANO - Esibirsi durante il giuramento del presidente degli Stati Uniti di solito è considerato un onore dai cantanti americani che fanno a gara per parteciparvi, fino all'arrivo di Donald Trump che ha scatenato una fuga generale. Tutti gli artisti contattati si sono rifiutati di esibirsi finora, c'è solo un nome certo, Jackie Evancho 16enne vincitrice di "America's Got Talent». Ma ora è arrivata la proposta di Rebecca Ferguson: l'artista accetterà l'invito di Donald Trump, ma solo se potrà cantare "Strange Fruit", un inno contro il razzismo eseguita da Billie Holiday prima e da Nina Simone poi. La canzone degli anni Trenta descrive in modo crudo e realistico i linciaggi dei neri.

"Gli alberi del sud producono strani frutti, sangue sulle foglie e sangue sulle radici, corpi neri oscillano nella brezza del sud, strani frutti appesi agli alberi di pioppo", dice, descrivendo i corpi impiccati o bruciati. "E' una canzone che parla a tutte le persone di colore negli Stati Uniti trascurate e oppresse, che ci ricorda come l'amore sia la sola cosa che sconfiggerà tutto l'odio di questo mondo" ha scritto la cantante in un tweet rivolto al presidente eletto che ha fatto delle offese alle minoranze un tratto distintivo della sua campagna elettorale. Solo così, ha concluso la cantante "accetterò l'invito e ci vedremo a Washington".