24 marzo 2017
Aggiornato 21:00
Intervista all'esperto Fulvio Scaglione

«Le nuove sanzioni alla Russia? L'ultimo gesto di stizza di un Presidente che ha fallito»

Abbiamo raggiunto telefonicamente il giornalista Fulvio Scaglione, per parlare delle ultime mosse di Obama in questo ultimo scampolo della sua presidenza

ROMA - L'aveva ampiamente ventilato, più volte promesso, e alla fine è stato di parola. Barack Obama, a pochi giorni dall'insediamento del suo successore Donald Trump, ha imposto nuove sanzioni nei confronti della Russia di Vladimir Putin, da mesi accusata di aver condotto cyberattacchi ai danni degli Stati Uniti al fine di influenzare l'esito delle elezioni americane. Detto, fatto. Sono stati presi provvedimenti contro le due principali agenzie di intelligence russe, il Gru e l’Fsb, il primo per lo spionaggio militare all’estero e l’altro per il controspionaggio. Colpiti anche quattro ufficiali del Gru e tre società che avrebbero fornito supporto materiale alle cyber operazioni della stessa intelligence. Il dipartimento di Stato, quindi, ha espulso come «persone non grate» 35 funzionari russi negli Usa che «hanno agito in modo incoerente con il loro status diplomatico o consolare», probabilmente per essere stati coinvolti in attività di intelligence sotto copertura diplomatica, dato che il comunicato della Casa Bianca parla di «operativi dell’intelligence russa». Chiusi anche due complessi ricreativi di proprietà del governo russo a New York e in Maryland, usati, secondo la versione dell'Fbi, per scopi di spionaggio. 

Ultime settimane di fuoco
L'iniziativa contro Mosca può considerarsi la terza mossa "azzardata» di Obama in queste ultime settimane, che si è già distinto per lo stop alle trivellazioni nell'Artico e per l'astensione alla risoluzione Onu che ha scatenato l'ira di Israele. Come si spiega questo «attivismo last minute» di un Presidente fin qui accusato, perlomeno in politica estera, di essere stato spesso incerto se non inerte? Ne abbiamo parlato con Fulvio Scaglione, giornalista esperto di questioni mediorientali, già vicedirettore di Famiglia Cristiana. 

Che cosa vuole dire Obama con la decisione, a pochi giorni dalla fine della sua presidenza e dall'inizio di quella di Donald Trump, di imporre nuove sanzioni a Mosca per la questione hacker?
La fine della presidenza Obama è oggettivamente un po' triste. Barack Obama, che passerà alla storia come l'«Amleto» della politica internazionale, negli ultimi giorni della sua presidenza sta prendendo decisioni chiaramente mirate a cercare di creare il maggior numero di difficoltà possibili al suo successore Trump.  Decisioni, io credo, dal risvolto politico negativo per le ambizioni e i valori dello stesso Obama. Questa raffica di nuove sanzioni contro la Russia di Vladimir Putin - che di certo risponderà - non è tanto una reazione politica, quanto di stizza, da parte di un Presidente che ha perso, che, con il suo mandato, ha consegnato il Paese non solo a Trump, ma ai repubblicani in generale. Obama, insomma, sta cercando un capro espiatorio. Gli analisti americani più avveduti hanno sottolineato le molte magagne della campagna di Hillary Clinton e le debolezze intrinseche del candidato. Obama preferisce attribuire tutta la colpa a Putin. Ma tutto ciò, inserito in questa fine di presidenza con decisioni tanto avventate dopo anni di inerzia, fa pensare a un uomo pieno di rancori e di voglia di vendetta.

E' credibile, a suo avviso, che dietro ai cyber-attacchi ci sia il Cremlino?
E' possibile. Edward Snowden ci ha spiegato come la NSA americana spiasse tutti noi, spiasse addirittura il cellulare della Merkel e di Hollande. Obama, però, si scorda di ricordare una cosa: che ciò che è stato rivelato da Wikileaks - e magari a Wikileaks da hacker russi - è innanzitutto che la campagna elettorale, fin dalle primarie del Partito democratico, era stata truccata a favore di Hillary Clinton. Il Partito democratico, infatti, d'accordo con le staff della Clinton, ha truccato le primarie a favore della candidata. Quindi, alla base di tutto c'è una truffa ai danni degli elettori democratici. E questo Barack Obama purtroppo si scorda di menzionarlo.

Il giornalista Fulvio Scaglione, esperto di geopolitica

Il giornalista Fulvio Scaglione, esperto di geopolitica (© )