29 settembre 2016
Aggiornato 13:30
L'intervento di Obama

Obama all'Onu, l'ultimo discorso da presidente Usa

Nel suo ultimo discorso alle Nazioni Unite Obama ha parlato di rifugiati, fondamentalismo, lotta al terrorismo, globalizzazione e non ha risparmiato una secca stoccata a Vladimir Putin

NEW YORK - Ultimo discorso di Barack Obama all'Onu come presidente degli Stati Uniti d'America prima di passare il testimone al suo successore alla Casa Bianca, Hillay Clinton o Donald Trump. Nel corso del suo intervento Obama ha ricordato i progressi compiuti negli 8 anni della sua presidenza e la crisi finanziaria del 2008, poi ha parlato del "paradosso del mondo odierno", caratterizzato dalla crisi dei rifugiati siriani e della mancanza di ordine nel Medio Oriente, dell'importanza di accogliere i rifugiati e ha detto che il fondamentalismo può essere sconfitto solo restando uniti.

"Basta razzismo e fondamentalismo"
È necessario - ha detto - respingere qualsiasi forma di fondamentalismo, di razzismo e qualsiasi idea secondo cui esiste una superiorità etnica, sposando la tolleranza che risulta dal rispetto per tutti gli esseri umani». Anche in un posto come la Siria dove è difficile che ci possa essere una vittoria militare definitiva - ha spiegato Obama - "stiamo facendo un duro lavoro con la diplomazia per fermare le violenze e aiutare i più bisognosi, sostenendo coloro che perseguono una soluzione politica e guardano a chi è diverso da loro con dignità e rispetto".

"Putin sta cercando di riguadagnare la gloria perduta tramite la forza"
Sono la democrazia e la pace le uniche strade da intraprendere, ha continuato Obama che non ha risparmiato una secca stoccata a Vladimir Putin. "In un mondo che ha abbandonato da un pezzo l'era degli imperatori - ha detto - la Russia sta cercando di riguadagnare la gloria perduta tramite la forza".

Un lieve cambio di rotta sulla globalizzazione?
Il presidente americano, infine, ha invocato una "correzione di rotta" sulla globalizzazione ma senza nazionalismi e populismi. "Chi beneficia di più della globalizzazione ha spesso usato il proprio potere per danneggiare i lavoratori - ha detto - i diritti dei lavoratori invece, devono essere rispettati, non possiamo avere un capitalismo da cui traggano beneficio solo in pochi".

(Immagini Afp)