29 aprile 2017
Aggiornato 17:30
Hamon, Hollande, Melenchon, Le Pen, Fillon

Francia, ecco cosa pensano i 5 candidati sulla Ue

Dai più europeisti ai più euroscettici: ecco cosa pensano Benoit Hamon, Emmanuel Macron, Jean-Luc Mélenchon, Francois Fillon e Marine Le Pen sull'Europa

Francois Fillon, Benoit Hammon, Emmanuel Macron, Marine Le Pen. (© EPA/DSK)

PARIGI - Alcuni punti chiave, in particolare rispetto all'Europa, dei programmi dei cinque candidati di prima linea alle presidenziali francesi: Hamon, Hollande, Melenchon, Le Pen, Fillon.

Benoit Hamon
Convinto della possibilità di individuare «un cammino per riorientare l'Europa», il candidato socialista è a favore di «un'Europa forte e unita» e sognerebbe un «trattato di democratizzazione della governance» nella zona euro. Un'assemblea parlamentare composta da parlamentari nazionali dovrebbe sostituire l'eurogruppo e avrebbe il compito di decidere il bilancio della zona euro e le politiche di armonizzazione fiscale e sociale. Hamon è anche a favore di un progetto di difesa europeo e di una maggiore integrazione dei servizi di intelligence europei sulla falsariga di quanto proposto dal presidente Hollande nel mini-summit di Versailles del 6 marzo scorso. Hamon chiede anche una direttiva sul lavoro in modo da consentire la libera circolazione dei lavoratori e maggiori controlli di sicurezza sui loghi di lavoro. Sui temi del lavoro, lo slogan di Hamon è «a uguale lavoro, uguale salario». Tra le sue proposte l'annullamento del debito degli stati Ue in difficoltà e, il salario minimo in ciascun paese, la sospensione dell'accordo di libero scambio con il Canada, una riforma dei poteri della Bce.

Emmanuel Macron
Per Macron l'Europa «è una conquista essenziale e irrinunciabile». Da questo punto di vista, è convinto che tra il 2005 ad oggi si sia perso un decennio nel processo di costruzione dell'Europa, Macron è a favore di ulteriori trasferimenti di sovranità alla Ue e della creazione di nuove istituzioni, tra cui un'entità di governo del bilancio della zona euro diretto da un ministro dell'Economia e controllato da un parlamento di deputati della zona euro. Questo nuovo governo dovrebbe avere il potere di gestire trasferimenti finanziari tra gli Stati membri o di prendere in prestito fondi dai mercati promuovendo al contempo le riforme strutturali auspicabili in ciascun Paese. Per giungere a questo obbiettivo, Macron a più riprese ha evocato la necessità di rompere con due tabù, uno, francese, relativo al «trasferimento di sovranità» all'Unione, l'altro tedesco, per quanto riguarda i trasferimenti finanziari o di solidarietà. Altro tema programmatico per Macron è il rafforzamento della sicurezza in Europa; per «proteggere le frontiere» della Ue Macron si è detto favorevole a una difesa europea, con un fondo per finanziare programmi militari comuni, un quartier generale europeo e un nuovo consiglio di sicurezza europeo. Macron è anche a favore di un'evoluzione del programma Erasmus con l'obbiettivo di almeno 200.000 giovani francesi che effettuino almeno un semestre all'estero da qui al 2022.

Jean-Luc Mélenchon
Per il candidato della sinistra radicale Jean-Luc Mélenchon la Ue si è oramai «decomposta» e la questione chiave «è la riconquista della nostra indipendenza». L'Europa, sostiene, o va cambiata o va lasciata. Mélenchon è per l'armonizzazione fiscale e sociale in Europa, per l'abbandono della regole del patto di stabilità e una complessiva riforma delle politiche agricole europee. Nel caso queste riforme non si riescano a mettere in campo - questo per Mélenchon sarebbe il «piano A» - non è da escludere un «piano B», l'uscita unilaterale dai trattati europei. Mélenchon è anche contrario a una difesa europea. «L'Europa - dice - non è stata fatta per fare la guerra ma la pace».

Marine Le Pen
Marine Le Pen, con Mélenchon, è la più anti-europeista dei candidati. «L'europa diminuisce la Francia, ci separa dal mondo. Io non voglio una Francia diminuita e separta». Per la Le Pen, invece, ci vorrebbe «un'Europa delle nazioni indipendenti al servizio dei popoli». Per lei la priorità è la riconquista della sovranità monetaria e di bilancio. Molte delle sue proposte concrete su varie materie sono esplicitamente incompatibili con le norme europee. In caso di conquista dell'Eliseo, Marine Le Pen promette un referendum sull'uscita della Francia dalla Ue e dalla zona euro. In caso di sconfitta a questa consultazione la Le Pen ha anticipato che si dimetterebbe.

Francois Fillon
Fillon, già sostenitore del «no» al tempo del referendum su Maastricht nel 1992, rifiuta l'Europa nella sua forma attuale. Il progetto federale che ho sempre combattuto è giunto al capolinea, ha detto più volte. L'Europa così come l'abbiamo conosciuta, ha scritto Fillon nel suo programma per le primarie, «ha creato problemi di coesione nelle varie società europee, aperto un fossato di incomprensione tra i popoli e i rappresentanti politici, nutrito l'ascesa dei populismo e degli estremismi». Per Fillon l'Europa del futuro deve «rispettare pienamente le singole nazioni» e avrà cinque priorità: crisi migratori, sicurezza, governance della zona euro, interessi economici e commerciali e riforma delle istituzioni. Per Fillon vanno riformati gli accordi Schenghen in modo da rendere possibile l'espulsione di tutti gli stranieri colpevoli di reati e la proibizione di ingresso a chiunque sia stato condannato per aver partecipato a imprese terroristiche. Fillon auspica anche la creazione di un direttorio della zona euro composto di capi di stato e di governo e di un segretariato generale della zona euro per la gestione dell'economia.