27 maggio 2017
Aggiornato 11:30
L'ennesimo scandalo in salsa europea

Austerity sì, ma solo se è per i cittadini: il Parlamento Ue si alza lo stipendio

Il Parlamento Ue ha approvato un ulteriore aumento di bilancio per il 2018 del 2,3%,per assicurarsi stipendi, indennità e privilegi vari. L'austerity va bene, ma solo se è per i cittadini

Veduta del Parlamento Ue. (© EPA/PATRICK SEEGER)

BRUXELLES - 1,971 miliardi di euro. E' questo il costo (abnorme) del Parlamento europeo. Un costo evidentemente sproporzionato, per il periodo storico in cui viviamo, dove il dogma del rigorismo economico e le misure di austerity obbligano a tanti sacrifici i cittadini dell'Europa del Sud.

Aumentare il bilancio
Ma se ottimisticamente sperate che le istituzioni europee siano consapevoli di tale disequilibrio e intendano porvi rimedio, siete fuori strada. Tutt'altro: di recente a Strasburgo si è deciso di aumentare il bilancio del 2,3%, con il sostegno di tutti i principali gruppi politici e partiti europei. E lo si è fatto con il massimo riserbo, per non provocare la rivolta dell'opinione pubblica.

Sparute opposizioni
Qualche protesta, in realtà, c'è stata. Alcuni europarlamentari hanno infatti presentato delle mozioni per bloccare tali aumenti di spesa. Tra questi ultimi,  l’europarlamentare conservatore Richard Ashworth,che ha (provocatoriamente) chiesto il motivo per assegnare una scorta a Tajani, e si è opposto alla proposta di rinnovare gli uffici del Parlamento europeo, a detta di alcuni troppo vecchi (hanno 25 anni). Non solo: l'europarlamentare ha anche contestato la decisione di spendere 31 milioni di euro per promuovere le elezioni europee.

Il no dei 5stelle
Tra i partiti italiani, a opporsi c'è stato il Movimento 5 Stelle, che al contrario sostiene una riduzione significativa dell'attuale bilancio attraverso l'eliminazione di varie voci di spesa: tra queste, i finanziamenti diretti ai partiti politici e alle fondazioni europee, che da soli costano agli europei 50 milioni di Euro l'anno. Altro capitolo da tagliare, la tripla sede del Parlamento europeo (Bruxelles, Strasburgo, Lussemburgo), pe cui spendiamo diverse centinaia di milioni di Euro l'anno.

Rigore sì, ma solo per i cittadini
Non solo: per i pentastellati è necessario anche ridurre i salari e le indennità giornaliere degli eurodeputati, sulle quali hanno chiesto maggiore trasparenza. Il Movimento ritiene anche che si potrebbero ridurre i costi degli uffici d'informazione nei Paesi dell'Unione e a Washington, accorpandoli nei Parlamenti nazionalitramite l'accorpamento degli uffici nei Parlamenti nazionali, e che le spese di comunicazione per le elezioni 2019 non dovrebbero essere considerate come spese straordinarie. Le elezioni avvengono infatti ciclicamente: per questo, i 25 milioni di Euro previsti per il 2018 non sarebbero giustificati. Tutte proposte sonoramente boccate dai socialdemocratici e dai popolari europei, che di rigore proprio non vogliono sentir parlare. Perlomeno, quando questo si applica non ai cittadini europei, ma a se stessi.