27 aprile 2017
Aggiornato 16:30
Bilancio di almeno 32 morti. A fine mese la visita del Papa

Egitto, domenica delle Palme di sangue: l'Isis colpisce i cristiani copti

Un duplice attacco a chiese copte rivendicato dallo Stato islamico ha insanguinato la domenica delle Palme in Egitto. Proclamato lo stato d'emergenza

IL CAIRO - Un duplice attacco a chiese copte rivendicato dallo Stato islamico ha insanguinato la domenica delle Palme in Egitto, con un bilancio ancora preliminare, ma pesantissimo, di almeno 32 morti e numerosissimi feriti, a meno di tre settimane dalla visita di Papa Francesco, prevista il 28 e 29 aprile.

La prima esplosione
La prima esplosione si è verificata nella chiesa di Mar Girgis a Tanta, 120 chilometri a Nord del Cairo, dove, secondo le informazioni diffuse dall'emittente al Arabiya, sono state uccise almeno 21 persone e oltre trenta sono rimaste ferite. La deflagrazione è avvenuta poco prima delle ore 10, mentre la comunità cristiana copta assisteva alla messa della domenica che introduce la settimana santa.

La vicenda
In un primo momento si era diffusa la notizia di uno scoppio nei pressi della chiesa, poi il governatore di Gharbiya, il generale Ahmad Deif, ha confermato al canale televisivo Nile News che l'esplosione ha avuto luogo «all'interno della chiesa", dove il papa copto Tawadrow aveva introdotto di prima mattina le celebrazioni delle Palme, secondo la pagina Facebook ufficiale della chiesa ortodossa copta. Subito dopo, i servizi di sicurezza sono stati inviati a rastrellare la zona attorno al santuario, per accertare che non vi fossero altri ordigni nei dintorni.

La natura dell'attentato
Lo scoppio sarebbe avvenuto tra le prime file dei banchi pieni di fedeli. Ma, secondo Deif, non ci sono informazioni che permettano già di stabilire la natura dell'attentato. «O è stata piazzata una bomba o qualcuno si è fatto saltare in aria», ha commentato. Nelle immagini mandate in onda dalla tv privata Extra News si vedono il pavimento e i muri della chiesa imbrattati di sangue.

La seconda esplosione
E' stata subito attribuita a un kamikaze, invece, la seconda esplosione, ad Alessandria d'Egitto, nelle immediate vicinanze di una chiesa. Il bilancio provvisorio qui è di almeno 11 morti e 33 feriti. Dopo questo secondo attentato, l'Isis, che ha in precedenza esortato a prendere di mira i cristiani, ha rivendicatore la paternità di entrambe le azioni: «squadre dello Stato islamico hanno compiuto gli attacchi a due chiese a Tanta e ad Alessandria», ha detto il gruppo jihadista con il tradizionale comunicato dell'agenzia Amaq, vicina al Califfato nero.

Papa atteso in Egitto a fine mese
Il Papa, atteso in Egitto a fine mese, ha espresso cordoglio per le vittime, che al momento della preghiera conclusiva di Papa Francesco pronunciata in piazza San Pietro in occasione della Domenica delle Palme erano ancora quelle del primo attentato. "Il Signore converta i cuori delle persone che seminano terrore, violenza e morte, e anche il cuore di quelli che fanno e trafficano le armi", è l'appello lanciato dal Pontefice.

Stato di emergenza
A seguito di quanto accaduto, il presidente egiziano Abdel Fattah Al Sisi ha dichiarato lo stato di emergenza. La misura deve essere confermata dal Parlamento. Ad Alessandria, una delle due città colpite, ieri sera si sono svolti i primi funerali.