28 aprile 2017
Aggiornato 17:30
Incubo terrorismo

Attentato nella metro di San Pietroburgo, a far esplodere la bomba un kamikaze kirghiso

Un'esplosione è avvenuta nella linea blu della metropolitana causando almeno 10 morti. Numero ancora indefinito quello dei feriti. Lo scoppio si è verificato all'interno dei vagoni

SAN PIETROBURGO – Russia nel caos: anche San Pietroburgo piomba nell'incubo terroristico. Un'esplosione è avvenuta nella linea blu della metropolitana causando almeno 11 morti, tra cui alcuni bambini. Numero ancora indefinito quello dei feriti, che al momento secondo le fonti sarebbero almeno 45, di cui 13 gravissimi. Lo scoppio si è verificato all'interno dei vagoni. Secondo alcune agenzie locali, a causare lo scoppio sarebbero stati alcuni ordigni artigianali contenenti almeno 200/300 grammi di tritolo. Secondo Interfax, nell'ordigno sarebbero state rinvenute tracce riconducibili ai gruppi terroristici islamici.

Colpite due stazioni centrali della linea blu
Dai video e dalle foto postate da comuni cittadini sui social si vedono chiaramente i vagoni della metro sventrati e diversi corpi sulle banchine. L'esplosione è avvenuta su un convoglio tra la centralissima stazione di Sennaya Ploshchad e la Tekhnologicheskiy Institut. La linea blu collega il nord al sud della città, fino all'aeroporto, quindi si tratta di un tragitto molto battuto, sia da locali che da turisti. Intanto, tutte le stazioni della metro sono state chiuse e sono in corso le operazioni di evacuazione.

Il presunto attentatore
Secondo il Comitato di stato kirghiso per la sicurezza nazionale a compiere l'attentato sarebbe stato un kamikaze di nazionalità russa e di origine kirghisa. Secondo la stampa britannica, che cita sempre i servizi di sicurezza kirghisi (Gknb), l'attentatore si chiamerebbe Akbarzhon Jalilov, 22enne nato a Osh. Le telecamere a circuito chiuse della metro hanno ripreso quello che si ritiene essere l’autore dell’attentato. L’immagine ritrae un uomo con un lungo pastrano scuro e in testa un copricapo di feltro di foggia islamica/centroasiatica, una barba che ricorda quella portata dai salafiti, in cui sono quasi assenti i baffi. L’uomo, che secondo alcuni media russi come Gazeta sarebbe di origine caucasica, è entrato nella stazione metro di Sennaia 20 minuti prima dell’esplosione dell’ordigno. Secondo una fonte anonima riportata sempre da Gazeta sarebbero state rimosse dalla rete le foto di alcuni copri straziati dalla bomba, alcuni decapitati della deflagrazione.

Islam o nazionalisti?
Il Comitato Investigativo russo ha confermato di aver lanciato un'indagine per «terrorismo» ma ha sottolineato che ogni altra ipotesi verrà analizzata. Le piste privilegiate sono quella «estremista», di matrice islamica, e quella «nazionalista». La polizia aveva inizialmente detto di essere sulle tracce di due attentatori, ma in un secondo momento gli inquirenti si sono convinti che ad agire sia stato un solo uomo.

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Il secondo ordigno inesploso
Un secondo ordigno, mascherato da estintore, è stato rinvenuto in una terza stazione, la Ploshchad Vosstaniya, ed è stato disinnescato dagli artificieri: si tratta di una bomba ben più potente (un chilo di tritolo) di quella usata nel vagone della metropolitana ma di fattura simile, piena di «corpi lesivi» (biglie e chiodi mozzati).

Putin non molto lontano
Il presidente russo Vladimir Putin - che si trovava nei pressi di San Pietroburgo per un incontro con il presidente bielorusso Alexander Lukashenko, e precisamente a Strelna - è stato informato delle esplosioni e parla di un possibile atto terroristico. «I motivi al momento non sono chiari, non escludiamo nessuna pista: né quella criminale, né quella terroristica», ha detto, sottolineando che le indagini «sono in corso». Il presidente ha fatto le condoglianze alle vittime. Non dimentichiamo che San Pietroburgo è proprio la città in cui Putin si è affermato politicamente, quindi un luogo strettamente collegato a lui. Secondo il Cremlino, non sono previsti al momento cambiamenti nell'agenda del presidente. Non si parla ancora di terrorismo, ma i primi indizi sembrano portare in questa direzione.

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San Pietroburgo non come Mosca
Secondo i testimoni, scioccati, le aree della metropolitana sono sempre particolarmente presidiate dagli agenti di polizia, quindi difficile capacitarsi di un episodio come questo, tanto più considerando che i passeggeri sono costretti ad attraversare i metal detector per accedere alla metropolitana. Tuttavia, va detto che la città non è in generale così controllata dalle forze dell'ordine come Mosca, quindi potenzialmente considerata più vulnerabile.

#sanpietroburgo Sgomento per l'attentato nella Metro. Solidarietà alle famiglie delle vittime. Italia vicina a Governo e popolo russo

— Paolo Gentiloni (@PaoloGentiloni) 3 aprile 2017

Dolore profondo per l'atroce evento di San Pietroburgo. Il nostro cuore batte insieme ai nostri fratelli russi

— Matteo Renzi (@matteorenzi) 3 aprile 2017

Si indaga per terrorismo
La procura generale russa parla di «attentato». «I procuratori - ha detto il portavoce della procura generale Aleksandr Kurennoi, citato dall'agenzia Interfax - faranno tutto il possibile per precisare tutti i particolari che riguardano questo attentato affinché niente del genere succeda in futuro». Il Comitato investigativo russo ha aperto due indagini per terrorismo, ma resta per il momento incerta la matrice.

Attentato #SanPietroburgo, 14 morti e i sostenitori #ISIS festeggiano. Bastardi.
Sono sicuro che Putin non risponderà coi gessetti colorati.

— Matteo Salvini (@matteosalvinimi) 3 aprile 2017