27 aprile 2017
Aggiornato 16:30
Londra non ci sta

Brexit, l'Ue presenta a Londra un conto da 60 mld. Accordo a rischio?

Come nella maggior parte dei divorzi la questione economica è la più delicata nel negoziato per la Brexit: il tema rischia di dare inizio a un'aspra polemica

BRUXELLES - Come nella maggior parte dei divorzi la questione economica è la più delicata nel negoziato per la Brexit: il tema rischia di trasformare in un'aspra polemica i toni collaborativi e volonterosi di oggi e in definitiva di far deragliare il treno dell'accordo. Bruxelles chiede a Londra di saldare il conto prima di discutere qualunque cosa, ma Londra replica di voler parlare insieme del passato e del futuro delle relazioni con la Ue.

Perchè c'è un conto da pagare per la Brexit?
La Ue dice che la Gran Bretagna deve onorare gli impegni finanziari presi mentre era ancora membro dell'Unione così che altri gli Stati membri non si trovino a far fronte a un ammanco improvviso. «Quando un Paese lascia l'Unione non c'è punizione, non c'è un prezzo da pagare per andarsene. Ma dobbiamo saldare i conti, nè più nè meno» ha detto il capo negoziatore Ue per la Brexit Michel Barnier .

Quanto è il conto?
La Commissione europea, l'esecutivo Ue, ha fatto una stima abbastanza esorbitante: 60 miliardi di euro. «E' più o meno quello» ha detto il presidente della Commissione Jean-Claude Juncker, «Ma non è la storia principale. Dobbiamo calcolare scientificamente quali sono gli impegni britannici e poi il conto va pagato». Secondo i funzionari probabilmente le due parti concorderanno una formula per calcolare quando Londra deve pagare piuttosto che una certa somma. E' possibile anche un pagamento a rate. I britannici dicono che la cifra è più vicina ai 20 miliardi di euro. Un'intesa su un metodo di calcolo consentirebbe a Londra e Bruxelles di «parcheggiare» temporaneamente la questione per passare ad altri temi caldi, il confine nordirlandese e i diritti dei cittadini Ue che vivono in Gran Bretagna. 

Quali voci lo compongono?
La parte del leone la fanno gli impegni di bilancio presi da Londra che non sono ancora stato onorati. Con un budget per l'intera Unione di 158 miliardi di euro per il solo 2017 sono un sacco di soldi. Ma la Ue vuole che Londra onori le promesse fatte anche per i «fondi strutturali» destinati ai progetti nei nuovi Paesi membri, più poveri. Inoltre Bruxelles vuole che Londra versi i contributi per le pensioni dei fuunzionari Ue. «Non solo le pensioni dei funzionari britannici, le pensioni di tutti i funzionari Ue» ha detto una fonte Ue all'Afp. Ci sono poi le «poste contingenti», possibili spese che comprendono possibili futuri contributi a salvataggi ai quali Londra ha acconsentito, come ad esempio quello dell'Irlanda.

Londra può rifiutarsi di pagare?
Sì, teoricamente. L'idea di chiedere una grossa somma è considerata particolarmente rischiosa perchè Londra potrebbe semplicemente lasciare il tavolo del negoziato. «E' ovviamente rischioso. E' uno dei temi più sensibili» ha detto una fonte Ue. Al vertice del 9 marzo May ha avvertito i leader Ue che il Regno unito «non pagherà grosse somme di denaro all'Unione europea ogni anno». Un recente rapporto di una commissione della Camera dei Lord afferma che Londra può legalmente lasciare la Ue senza saldare il conto, anche se ciò rischierebbe di far saltare il negoziato. D'altro canto la Gran Bretagna può pretendere la sua quota di asset Ue che potrebbe andare a parziale compensazione della somma dovuta, compresa la proprietà pro quota delle sedi delle istituzioni Ue. Questo non è gradito a qualcuno a Bruxelles. «Quando lasci un club di golf non pretendi un pezzo del campo, non funziona così» ha detto una fonte Ue.

Un buco nel bilancio Ue grande quanto la Gran Bretagna
La Gran Bretagna è uno dei grandi contributori netti al bilancio Ue, insieme a Germania, Francia e Italia e lascerà un grosso buco con al sua partenza. Secondo uno studio dell'Institut Jacques Delors il buco sarà tra i cinque e i 17 miliardi l'anno e i Ventisette dovranno decidere se tagliare le spese o aumentare i contributi, o entrambe le cose.