28 aprile 2017
Aggiornato 18:00
Otto arresti tra Londra e Birmingham

Attentato a Londra, l'Isis rivendica: ha agito un nostro soldato

Lo Stato islamico ha rivendicato l'attacco di ieri a Londra tramite la sua agenzia ufficiale Amaq, definendo un proprio soldato l'autore dell'attentato

Agenti di polizia dopo l'attacco a Londra nei pressi del Parlamento. (© EPA/ANDY RAIN)

LONDRA - Lo Stato islamico ha rivendicato l'attacco di ieri a Londra tramite la sua agenzia ufficiale Amaq. «L'autore dell'attacco di ieri di fronte al parlamento britanniico era un soldato dello Stato Islamico», si legge in una nota, «e ha compiuto l'operazione in risposta agli appelli a colpire cittadini della coalizione internazionale» anti-Isis, riunita ieri a Washington. 

Otto arresti
Il direttore generale del MI5, Andrew Parker, ha condannato l'attacco a Westminster in cui sono morte tre persone e ha detto che l'agenzia è «totalmente mobilitata a sostegno della polizia», scrive il Guardian. La polizia britannica ha arrestato otto persone tra Londra, Birmingham e altre località. Lo ha riferito il vicecommissario della polizia Mark Rowley. «Ci sono sette feriti ancora in condizioni critiche», ha dichiarato. «Stiamo lavorando, stiamo facendo del nostro meglio per portare avanti le indagini e siamo presenti in massa nelle zone nevralgiche della città per rassicurare i cittadini, vogliamo dimostrare a tutti che possono tornare tranquillamente alla loro vita, ci siamo». La polizia ha perquisito sei abitazioni, ha precisato Rowley aggiungendo che gli investigatori ritengono che l'attentatore «abbia agito da solo e sia stato ispirato dal terrorismo internazionale».

Indagini ancora in corso
Per il vicecommissario non ci sono altre informazioni specifiche su ulteriori rischi e che gli agenti in servizio sono stati aumentati. Il lavoro sull'«ampia e complessa scena del crimine» è ancora sottoposta a rilievi. Rowley ha aggiunto di non voler dare informazioni sull'attentatore e sulle vittime, che appartengono a diverse nazionalità e ha chiesto alla stampa di non diffondere le generalità dell'assalitore.