30 aprile 2017
Aggiornato 01:00
Prime linee guida del progetto da mille miliardi

Usa, al via il piano Trump per le infrastrutture: soldi a Stati pronti ai lavori

L'idea di Donald Trump è quella di spendere senza perdere tempo, avendo ben chiaro dove investire ed evitando ogni ostacolo burocratico facilitando il rilascio di permessi locali.

Il presidente USA, Donald Trump. (© oseph Sohm / Shutterstock.com)

NEW YORK - L'idea è quella di spendere senza perdere tempo, avendo ben chiaro dove investire ed evitando ogni ostacolo burocratico facilitando il rilascio di permessi locali. E' questo quello che dovrà accadere, secondo le intenzioni di Donald Trump, una volta che il suo piano da mille miliardi di dollari per le infrastrutture verrà approvato dal Congresso. Al primo posto della lista c'è il rinnovo di strade e autostrade esistenti e i progetti che possono trasformarsi velocemente in cantieri.

Linee guida
Cominciano a trapelare le linee guida su come il 45esimo presidente americano intenda agire per realizzare una promessa di cui mancano i dettagli dalla notte della sua vittoria elettorale dell'8 novembre 2016. Anche durante il suo primo discorso di fronte al Congresso riunito il 28 febbraio scorso era rimasto vago. Il suo è un piano pensato per modernizzare infrastrutture che «si sgretolano» e per spingere sulla crescita e sulla creazione di nuovi posti di lavoro, qualcosa che anche il suo predecessore Barack Obama avrebbe voluto realizzare salvo poi scontrarsi con l'ostruzionismo dell'opposizione repubblicana, tradizionalmente attenta alla spesa pubblica.

Denaro a Stati pronti a iniziare il progetto
In una riunione organizzata ieri alla Casa Bianca tra funzionari della sua amministrazione e alcuni top manager, a cui ha potuto assistere il Wall Street Journal, Trump ha spiegato che «non daremo denaro agli Stati a meno che non dimostrino di essere pronti, disposti e capaci di iniziare un progetto». Il leader Usa non vuole dare loro fondi «se sono incastrati per sette anni nella burocrazia statale».

90 giorni
La finestra temporale per avviare i progetti potrebbe essere di 90 giorni. Si tratta di un'ipotesi che Trump sta seriamente prendendo in considerazione. Su questo ha chiesto una raccomandazione al nuovo capo dell'Agenzia per la protezione ambientale (Epa) Scott Pruitt. Trump è interessato a un ampliamento della rete ferroviaria per l'altà velocità e vuole più dettagli su «Hyperloop», l'avveniristico progetto del fondatore di Tesla, Elon Musk per un treno superveloce che intende collegare il centro di Los Angeles e quello di San Francisco (California) in soli 30 minuti (ce ne vogliono quasi 90 in aereo). Per questo il numero uno del produttore di auto elettriche era tra i presenti.

Grandi promesse
«L'America è sempre stata la nazione delle grandi promesse perché sogniamo in grande», ha detto Trump. «Adesso stiamo per sognare davvero in grande». Come già anticipato in modo molto generico, nelle intenzioni del governo il piano infrastrutturale dovrà essere finanziato sia con fondi federali sia con il coinvolgimento di capitali privati. Su questo punto le informazioni disponibili sono ancora poche e fumose. Tra le ipotesi allo studio c'è quella di attingere alle entrate stimate in 200 miliardi di dollari che il governo federale riceverebbe convincendo le aziende americane a rimpatriare i miliardi di dollari che hanno parcheggiato all'estero; a loro intende fare gola con un'aliquota che potrebbe scendere al 10% dal 35% (ma anche su questo, non si hanno dettagli da un po').

Il via libera del Congresso
Trump ha spiegato che conta di ottenere il via libera del Congresso al piano per le infrastrutture una volta che saranno conclusi i dibattiti sulla riforma della sanità (ancora in alto mare dopo la proposta di legge fatta il 7 marzo scorso dai repubblicani alla Camera) e del fisco. «Vedremo cosa succede», ha aggiunto facendo capire che il piano potrebbe rientrare nel dibattito sulle tasse.

La visione di Trump
Il vicepresidente Mike Pence, anche lui presente all'incontro, si è detto convinto che sul piano per le infrastrutture «il Congresso condivide la visione di Trump». Anche tra i democratici in effetti non manca chi sostiene questo approccio di sostegno all'economia, anche se è preferito un maggior impiego di fondi federali piuttosto che sgravi fiscali per attrarre capitali privati come suggerito dal presidente in carica.

I vertici
Pence ha ribadito che la questione più importante al momento è ascoltare i vertici delle aziende potenzialmente interessate a fare parte del piano del governo. Stando al Wall Street Journal, oltre a Musk all'incontro erano presenti gli amministratori delegati del gruppo immobiliare LeFrak e del fondo d'investimento nel real estate Vornado Realty Trust; il cofondatore di Apollo Global Management e il Ceo di General Atlantic (società d'investimento) oltre a rappresentanti dell'organizzazione ambientale Nature Conservancy e di McKinsey, società internazionale di consulenza manageriale.