27 febbraio 2017
Aggiornato 15:00
Conferenza stampa per discutere delle dimissioni di Flynn

Usa, conferenza stampa fiume di Trump: «Livello di disonestà della stampa fuori controllo»

Donald Trump rompe il silenzio, dopo il caos mediatico scatenato dal caso di Michael Flynn. E lo ha fatto con una conferenza stampa fiume, in cui non si è risparmiato attacchi severi alla stampa

NEW YORK - Donald Trump sceglie di rompere il silenzio e di uscire allo scoperto per ripetere la sua verità, dopo lo scandalo russo che ha portato alle dimissioni del suo consigliere per la sicurezza nazionale, Michael Flynn. Quella del presidente americano è una conferenza di 1 ora e venti minuti, di ripetuti attacchi alla stampa, mettendo in dubbio, come ha più volte già fatto, la sua onestà e integrità. «La stampa è diventata così disonesta e fa un enorme disservizio ai cittadini americani. Dobbiamo parlarne, perché come presidente sono qui per cambiare quello che non funziona. Il livello di disonestà è fuori controllo», ha detto Trump dalla Casa Bianca prima ancora di accettare domande dei reporter.

Il disastro Obama e i rapporti con la Russia
«I media ci attaccano perché non vogliono quello che stiamo facendo», ha aggiunto Trump. E invece, «la Casa Bianca è una macchina che funziona alla perfezione», peccato che però, «per essere onesto ho ereditato un disastro. Un disastro. A casa e all'estero. Un disastro», ha aggiunto il presidente facendo riferimento a Barack Obama. Un punto centrale della conferenza stampa oltre ai media è stata la questione russa. Trump, più volte, ha ripetuto di «non avere nulla a che fare con la Russia», di non aver alcun contatto con Mosca e di aver sentito Putin, persona che «stima e che reputa molto gentile», in due telefonate dopo la sua elezione. «Non ho nulla con la Russia, non ho affari, non ho prestiti con la Russia», ha ripetuto.

Le responsabilità della stampa
Quindi è arrivato a parlare di Flynn che resta «una brava persona» che «ha fatto il suo lavoro» telefonando ai diplomatici russi. Il punto per Trump sta nel fatto che Flynn abbia mentito al vicepresidente Mike Pence, sui contenuti delle discussioni con i russi. Flynn infatti, pur avendo discusso di sanzioni, ha sempre negato di averlo fatto. E qui, per Trump, si ritorna al punto di partenza, alla stampa che «illegalmente» ha pubblicato delle fughe di notizie.

Fuga di notizie
Il presidente americano proprio su questo discorso è stato chiaro: «Ho chiesto al Dipartimento della Giustizia di aprire una inchiesta sulla fuga di notizie», aggiungendo che chi le ha fatte uscire e chi le ha pubblicate dovrebbe vergognarsene.

Polemiche e scontri
Ci sono stati poi scontri con altri reporter in sala: Jim Acosta è stato più volte interrotto, preso in giro e attaccato per essere un giornalista di Cnn, una «fabbrica di notizie false». Trump ha anche scherzato sul fatto che il reporter ha lo stesso cognome del segretario del Lavoro (Alexander Acosta) che Trump ha scelto e annunciato proprio all'inizio della conferenza stampa.

Bando
Resta infine la questione del bando all'immigrazione, fermato settimana scorsa da un tribunale di Appello. Trump ha promesso: «La prossima settimana faremo un nuovo ordine esecutivo molto esauriente per proteggere i nostri cittadini». Quello attuale prevedeva di vietare l'ingresso per tre mesi ai cittadini provenienti da sette Paesi a maggioranza musulmana. Poco dopo la conferenza stampa il Dipartimento della Giustizia ha reso noto di lavorare a un nuovo testo, che rispetto al precedente sarà «rivisto notevolmente» e prenderà in considerazione le questioni sottolineate dal tribunale d'Appello.