28 aprile 2017
Aggiornato 21:30
I cittadini hanno votato senza avere informazioni adeguate

Tony Blair torna in campo contro la Brexit: «La gente ha votato senza sapere»

Un ritorno, per così dire, in grande stile, quello dell'ex premier laburista Tony Blair. Con una sola missione: convincere gli inglesi a fare retromarcia sulla Brexit

LONDRA - Un ritorno «in grande stile». L'ex premier laburista britannico Tony Blair si prepara a tornare nell'agone politico e in un discorso atteso per oggi annuncerà la sua nuova «missione», quella di convincere i britannici a «sollevarsi» e cambiare idea sulla fuorisciuta dalla Ue. I cittadini - dirà Blair secondo quanto anticipa la Bbc - hanno votato al referendum «senza un'autentica conoscenza dei veri termini della Brexit».

Contro il calendario di Theresa May
Blair in giornata interverrà ad un convegno organizzato dal gruppo filo-europeo Open Britain. Nel suo mirino la politica del governo conservatore e lo stesso calendario scelto dalla premier May per l'addio all'Europa. La nuova inquilina di Downing Street, infatti, ha chiarito che vuole dare il via ai negoziati formali per l’uscita dall’Ue entro la fine di marzo, una decisione approvata dai deputati della Camera dei comuni la scorsa settimana.

I costi dell'uscita secondo Blair
L'ex premier laburista sembra però determinato a convincere gli inglesi a fare marcia indietro. «Chi parla di ritiro dall'Europa - dirà Blair - vuole sempre una Hard Brexit...o meglio una Brexit a tutti i costi. La nostra sfida sarà far capire alla gente qual è il costo dell'uscita, mostrare come la decisione di votare per la Brexit sia stata basata su una conoscenza imperfetta dei termini della questione, mostrare in modo semplice da capire cosa accadrà adesso, evidenziare come quanto accadrà causerà seri problemi al paese e alla cittadinanza e trovare il consenso per individuare un modo di sottrarsi a questa folle corsa verso l'abisso».

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«Arrogante»
In precedenza Blair non ha escluso che gli inglesi possano tornare a votare con un secondo referendum per rivedere la questione della Brexit. Dal canto suo il Governo ha escluso questa ipotesi giudicandola irrealistica. Anche questa volta la reazione degli esponenti Tory non si è fatta attendere. L’ex ministro conservatore Iain Duncan Smith ha definito «arroganti e assolutamente non democratici» i commenti di Blair. Un portavoce del Governo ha aggiunto che il popolo britannico ha espresso la sua opinione molto chiaramente il 23 giugno: «Non ci sarà un secondo referendum», ha concluso.