29 aprile 2017
Aggiornato 17:30
Nel giorno di Gentiloni a Londra

Brexit, Theresa May sulla «Stampa»: saremo partner affidabili, ma ancora più globali

La premier britannica Theresa May, nel giorno in cui Paolo Gentiloni si trova a Londra, ha pubblicato un articolo sulla Stampa in cui spiega cosa cambierà con la Brexit. E rassicura l'Italia, indiscutibile alleata

La premier britannica Theresa May. (© STEFAN ROUSSEAU POOL / AFP)

ROMA - In un articolo pubblicato oggi sull'edizione speciale del quotidiano La Stampa in occasione della visita a Londra del primo ministro italiano Gentiloni, il premier britannico Theresa May scrive che la Gran Bretagna è disponibile a un patto globaler anche dopo la Brexit. «Sono lieta - scrive May - di poter contribuire a questa edizione speciale per l'anniversario de La Stampa, proprio in coincidenza della prima visita a Downing Street del premier Paolo Gentiloni. Questo è un momento importante nel rapporto di lunga data tra i nostri due Paesi e nel più ampio rapporto tra la Gran Bretagna e l'intera Unione europea». Ecco il testo integrale della lettera.

La Brexit per ristabilire la nostra democrazia parlamentare
L' estate scorsa, il popolo britannico ha votato per un nuovo futuro, per l'autogoverno di una Gran Bretagna globale e indipendente. Ha votato per lasciare l'Unione europea, non per lasciare l'Europa né per fare passi indietro di fronte al mondo. È stato un voto per ristabilire, così la vediamo noi, la nostra democrazia parlamentare e per diventare ancora più globali e internazionali nello spirito e nelle azioni. Quindi il referendum non è stato un rifiuto dei valori che condividiamo, così come non rappresenta il desiderio di diventare più distanti dai nostri partner europei né di danneggiare la stessa Unione europea. È assolutamente vitale, nell'interesse nazionale britannico, che l'Ue abbia successo; continueremo ad essere partner affidabili, e stretti alleati dell'Italia e degli altri Paesi europei.

Le 4 libertà
Ho detto che la Gran Bretagna non sarà un membro del mercato unico, perché questo significherebbe accettare le «quattro libertà» di beni, capitali, servizi e persone. Io rispetto questo fatto. La Gran Bretagna sa che i leader europei vogliono continuare con il processo di integrazione europea. E non vogliamo, per usare una frase di senso comune, pescare dal cesto solo quei pezzi di membership che ci piacciono di più. Ma vogliamo proseguire nel commercio, in un modo che sia il più ambizioso possibile. Il Regno Unito è il settimo più grande mercato per l'esportazione in Italia, con un totale di oltre 22 miliardi di euro, soprattutto in settori come l'agricoltura, il manifatturiero, i prodotti farmaceutici e di difesa. E vogliamo crescere ancora.

Un nuovo libero scambio, aperto anche all'Italia
Così, anziché appartenere al mercato unico, cercheremo il più ampio accesso possibile al mercato attraverso un nuovo, ampio, audace e ambizioso accordo di libero scambio. Attraverso questo e altri accordi di libero scambio stretti con partner di tutto il mondo, la Gran Bretagna sarà un grande campione del libero commercio, e questo non può che essere un fatto positivo per il mondo delle imprese britanniche e italiane. Voglio che sappiate che gli italiani saranno sempre benvenuti in Gran Bretagna, così come spero che l'Italia continui ad accogliere i tre milioni di cittadini britannici che ogni anno godono della bellezza delle vostre montagne, dei laghi, delle spiagge, delle meravigliose gallerie d'arte e dei ristoranti di città come Roma, Milano e Firenze. Voglio anche garantire i diritti di tutti i cittadini dell'Ue, tra cui 600.000 italiani, che già vivono in Gran Bretagna - e lo farò non appena i leader europei potranno garantire gli stessi diritti dei cittadini britannici negli Stati membri dell'Unione.

Global Britain
Una «Global Britain» sarà anche un partner di primo piano per affrontare le grandi sfide globali che l'Italia ha messo al centro della sua Presidenza del G7 di quest'anno. So che l'Italia è stata impegnata in un lungo dibattito sulle riforme; un analogo dibattito è in corso anche da noi in Gran Bretagna, dove abbiamo intrapreso un ambizioso programma di riforme economiche e sociali per diffondere benessere e opportunità in un modo più equo in tutto il nostro Paese. Spero che sotto la Presidenza dell'Italia, il G7 di quest'anno possa aiutarci ad andare ulteriormente avanti nel lavoro di disegnare, insieme con gli altri partner, un'economia globale che funzioni veramente per tutti.

L'unico Paese della Nato nel G20
Questa stessa collaborazione è vitale anche per la nostra sicurezza. Dai Balcani e dal Nord Africa, fino alla minaccia di Daesh in Iraq e in Siria, Gran Bretagna e Italia si trovano di fronte alle stesse sfide. Quindi voglio che sappiate che una «Global Britain» continuerà a svolgere un ruolo di primo piano nel campo della sicurezza in Europa. Restiamo l'unico Paese della Nato nel G20, a parte l'America, che soddisfa l'impegno del 2 per cento del Pil speso per la difesa. E proprio come facciamo con l'Italia in Afghanistan, e in prima linea nella coalizione internazionale contro Daesh, continueremo a lavorare con voi per guidare la cooperazione sul campo con altri Stati membri dell'Unione europea per fermare i terroristi e distruggere le reti globali che mirano a colpire i nostri cittadini.

Al fianco di Roma sull'immigrazione
Saremo al vostro fianco anche nell'affrontare la crisi migratoria nel Mediterraneo. L'Italia è diventata il punto di arrivo principale per la migrazione illegale diretta in Europa, con oltre 180.000 arrivi nel 2016. Questo non è solo un problema per l'Italia, è un problema per tutti noi. Abbiamo bisogno di trovare soluzioni migliori agli enormi movimenti di popolazioni che vediamo oggi, in modo che i rifugiati non debbano rischiare la vita in viaggi pericolosi attraverso il Mediterraneo e in modo da controllare la migrazione economica - oggi ingestibile - che non offre lavoro né ai migranti né ai nostri popoli. L'Italia ha dimostrato grandi qualità di leadership e la Gran Bretagna dispone di strumenti potenti per portare a termine il compito. Noi continuiamo a spendere lo 0,7 per cento del nostro reddito nazionale lordo per gli aiuti. La nostra Marina, i nostri servizi di sicurezza e le guardie di frontiera stanno lavorando al fianco dei loro partner italiani, con compiti delicati, tra cui quello di formare la guardia costiera libica. Spero che questa collaborazione sia solo l'inizio e che alla presidenza del G7 l'Italia possa contribuire a plasmare un nuovo approccio a questa sfida, che è nell'interesse di tutti.

Lavoro congiunto
Dobbiamo anche fare tutto il possibile per proteggere gli uomini, le donne e i bambini dal traffico, dalla violenza sessuale e dallo sfruttamento del lavoro. In Gran Bretagna ho installato la prima task force di governo per contrastare le nuove schiavitù, riunendo insieme tutti i maggiori reparti per concentrare e guidare tutte le forze. Sono grata all'Italia che per la prima volta ha messo questo tema all'ordine del giorno del G7, e spero che miglioreremo il lavoro congiunto tra le nostre forze di polizia per dar vita a un approccio radicalmente nuovo, globale e coordinato per sconfiggere un crimine vile, che va contro i nostri valori più profondi.

Un partner affidabile
In questo periodo di cambiamento per la nostra nazione, la Gran Bretagna globale può lasciare l'Unione europea, ma saremo più forti che mai come partner affidabili per i nostri amici in Italia e in tutta Europa, lavorando per migliorare la sicurezza e la prosperità di tutti i cittadini di oggi e per le generazioni a venire.