27 febbraio 2017
Aggiornato 15:00
Ma con Trump si confida in miglioramento relazioni

Usa inaspriscono le sanzioni a Mosca, Cremlino: sotto Obama degrado delle relazioni inaudito

Dopo l'ennesima mossa sanzionatoria dell'uscente Barack Obama nei confronti della Russia, i vertici politici di Mosca commentano quanto sta accadendo e si augurano un cambio di passo con Trump

Il presidente Usa uscente Barack Obama con il presidente russo Vladimir Putin. (© Brendan Smialowski (AFP/File))

MOSCA - Nuova mossa dell'uscente amministrazione Obama nei confronti della «nemica» Russia. Gli Stati Uniti hanno infatti inasprito le sanzioni nei confronti di alcuni politici e funzionari di polizia russi per la morte dell'ex spia russa Alexander Litvinenko, avvenuta nel 2006 a Londra. Il Tesoro degli Stati Uniti ha aggiunto alla lista delle persone sottoposte a sanzioni per l'omicidio anche Alexander Bastrykin, ai vertici della polizia investigativa di Mosca e uomo vicino a Putin, e ancora Andrei Lugovoi e Dmitri Kovtun, considerati i due assassini diretti della spia.

Cremlino: degrado delle relazioni senza precedenti
Provvedimenti che, dopo la raffica di nuove sanzioni di recente promugate da Obama ai danni di Mosca per il presunto hackeraggio ai danni del partito democratico americano, hanno suscitato aspri commenti dei vertici politici russi. Il portavoce del Cremlino Dmitry Peskov ha dichiarato che la Russia si rammarica per il «degrado senza precedenti» delle relazioni con gli Stati Uniti sotto il presidente Barack Obama e spera che una strada positiva verrà imboccata in futuro dai rapporti. «Siamo in grado di esprimere il più profondo rammarico per il fatto che durante il secondo mandato presidenziale di Obama, ci siamo trovati in un degrado senza precedenti, e piuttosto prolungato, delle nostre relazioni bilaterali», ha detto Peskov ai giornalisti. «Siamo convinti che (tale comportamento) non corrisponda ai nostri interessi o agli interessi di Washington. E ci dispiace che questo sia successo. Tuttavia, abbiamo ancora la speranza che in un modo o nell'altro, in futuro saremo in grado di imboccare un senso positivo per sviluppare i nostri rapporti con gli Stati Uniti».

Duma: isteria dell'uscente Obama
L'allargamento da parte Usa della cosiddetta lista Magnitsky è l'effetto «dell'isteria dell'uscente Barack Obama». Così ha commentato i nuovi provvedimenti il presidente della Duma Viacheslav Volodin. L'elenco denominato Magnitsky, secondo la legge americana, permette di congelare potenziali attività e interessi negli Stati Uniti di funzionari russi, ai quali è vietato entrare sul suolo Usa, poichè colpevoli secondo Washington di gravi violazioni dei diritti umani.

Verso Donald Trump
Le nuove sanzioni degli Stati Uniti contro la Russia si inseriscono dieci giorni dopo l'espulsione di 35 diplomatici considerati agenti russi da parte dell'amministrazione uscente di Barack Obama e dieci giorni dal giuramento del presidente eletto Donald Trump.

La vicenda Litvinenko
Lugovoi, uno dei sospettati dell'omicidio dell'ex agente del KGB Alexander Litvinenko, si è detto «perplesso» sulle nuove sanzioni degli Stati Uniti. Lugovoi è deputato del Partito liberal-democratico (LDPR) e ha accusato il presidente uscente degli Stati Uniti Barack Obama di cercare di «minare la Russia con tutti i mezzi» in pochi giorni dalla fine del suo mandato. Alexander Bastrykin, capo del potente Comitato di indagine russo incaricato di importanti inchieste penali nel paese, non ha reagito all'annuncio delle sanzioni. Anche Dmitry Kovtun è sospettato di essere direttamente collegato all'avvelenamento da polonio-210 a Londra nel novembre 2006 di Litvinenko. Sergei Magnitsky, avvocato russo diventato un simbolo della lotta contro la corruzione, è stato arrestato nel 2008 dopo aver scoperto gravi reati fiscali, da parte dei funzionari della polizia e delle autorità fiscali russe a spese dello Stato russo. La sua morte in prigione nel 2009 ha innescato le prime tensioni tra Russia e Stati Uniti.