26 aprile 2017
Aggiornato 02:00
Errori di sottovalutazione

Strage Berlino, tutti gli errori dell'antiterrorismo tedesco

L'antiterrorismo tedesco avrebbe sottovalutato il pericolo rappresentato dal tunisino Anis Amri, il presunto autore della strage al mercatino di Natale di Berlino

BERLINO - L'antiterrorismo tedesco avrebbe sottovalutato il pericolo rappresentato dal tunisino Anis Amri, il presunto autore della strage al mercatino di Natale di Berlino. La centrale tedesca per la lotta al terrorismo si è occupata della figura di Amri a più riprese («minimo sette volte») nel corso del 2016, ma ha giudicato poco probabile che questi potesse compiere un attentato, scrive il quotidiano Sueddeutsche Zeitung. Malgrado diversi indizi, l'antiterrorismo, su una scala da 1 a 8 (dal più pericoloso al meno pericoloso), ha attribuito ad Amri il livello 5, che significa che «un atto di violenza è poco probabile».

Già noto ai servizi
Le autorità tedesche avevano già ammesso, poco dopo la strage, che il tunisino era noto ai servizi di polizia e schedato come individuo potenzialmente pericoloso da alcuni mesi. Da febbraio a settembre di quest'anno era stato persino messo sotto sorveglianza della polizia di Berlino perché si temeva preparasse un attentato. Poi il suo nome era stato archiviato in mancanza di elementi sufficienti, secondo la procura di Berlino.

L'ultimo sms
La Sueddeutsche Zeitung scrive anche, citando fonti vicine alle indagini, che Amri, poco prima di lanciare il camion sulla folla del mercatino, avrebbe inviato una foto di se stesso alla guida e un sms nel quale scriveva: «Prega fratello mio, tutto va bene, lo vuole Dio, sono nell'auto, prega per me». Il destinatario sarebbe stato il 40enne tunisino fermato ieri nella capitale, il cui fermo potrebbe essere convalidato oggi.