27 febbraio 2017
Aggiornato 15:00
Il karoshi è una vera piaga sociale

Giappone, stretta sul superlavoro: nuove norme, e indagato un colosso pubblicitario

Le autorità giapponesi hanno annunciato di perseguire il gigante della pubblicità Dentsu, in seguito alla morte di una sua dipendente considerata un caso di morte da superlavoro. In vista nuove norme

TOKYO - Le autorità giapponesi hanno annunciato di aver deciso di perseguire il gigante della pubblicità Dentsu e i suoi dirigenti, in seguito alla morte di una sua dipendente considerata come «karoshi» (morte da superlavoro). «Bisogna mettere fine all'eccessivo carico di ore di lavoro» sui dipendenti, ha dichiarato il portavoce del governo in una conferenza stampa. Ieri l'esecutivo di Tokyo ha emesso nuove direttive che inaspriscono la punizione per le aziende che sfruttano con eccessivi straordinari i loro dipendenti.

Il caso della ragazza suicida per turni di lavoro massacranti
A Natale del 2015 la giovane impiegata di Dentsu Matsuri Takahashi, mise fine alla sua vita lanciandosi dal terrazzo del dormitorio per i dipendenti. Si stabilì che la ragazza si era sottoposta a turni di lavoro massacranti, con straordinari che avevano superato le 100 ore mensili. La legge giapponese fissa in 40 ore l'orario settimanale massimo di lavoro, con un plafond sulle ore di straordinario, che può essere tuttavia superato in caso di accordo tra le parti.

Forte polemica
A settembre il suo caso è stato riconosciuto come «karoshi», la peculiare parola giapponese che indica il decesso da eccessivo lavoro. Questo ha provocato una forte polemica sui media, anche perché in quel momento il primo ministro Shinzo Abe aveva lanciato una campagna per attirare le donne nel mercato del lavoro. «E' importante creare un migliore ambiente di lavoro perché le donne e le persone anziane possano anche loro partecipare alla vita attiva», ha insistito oggi Yoshihide Suga, portavoce dell'esecutivo di Tokyo. L'inchiesta contro la Dentsu condotta dai servizi sanitari di Tokyo ha mostrato che altri dipendenti sono stati costretti a lavorare eccessivamente, nonostante la società già negli anni '90 aveva vissuto un caso simile ed era stata messa in guardia dal continuare con le pratiche illegali.

Nuove regole
Il governo giapponese, dopo i casi di morte da superlavoro che si sono verificati negli ultimi anni, ha deciso di dare una stretta alle compagnie che costringono i loro dipendenti a eccessivi straordinari. In base alle nuove regole diffuse dal Ministero del Lavoro di Tokyo, verrà resa più ampia la possibilità di pubblicizzare i nomi che violano le norme. Lo scrive il Nikkei shimbun, quotidiano economico giapponese. Finora era previsto che il nome delle aziende che superano i limiti di legge per quanto riguarda la permanenza al lavoro dei loro dipendenti fosse diffuso solo quanto superavano le 100 ore di straordinario mensile. Con la nuova norma, si scende a 80 ore. La procedura prevede una specie di ammonizione, emessa dagli ispettori del lavoro, e poi la pubblicazione del nome per le aziende che non ottemperino.