28 marzo 2017
Aggiornato 10:00
Tutti morti i passeggeri

Russia, lutto nazionale dopo lo schianto dell'aereo con a bordo il Coro dell'Armata Rossa

La Russia osserva oggi una giornata di lutto nazionale all'indomani dello schianto di un aereo militare nel Mar Nero, in cui sono morte tutte le 92 persone a bordo

SOCHI - La Russia osserva oggi una giornata di lutto nazionale all'indomani dello schianto di un aereo militare nel Mar Nero, in cui sono morte tutte le 92 persone a bordo.

La tragedia colpisce il coro dell'Armata Rossa
La catastrofe, avvenuta domenica mattina poco dopo il decollo del velivolo dalla stazione balneare di Sochi ha suscitato grande emozione in Russia, anche perché a bordo vi erano i membri del Coro dell'Armata Rossa che erano diretti in Siria per celebrare il Nuovo Anno con le truppe russe.

Le vittime
Oltre al coro e a otto membri dell'equipaggio, sul volo erano presenti anche nove giornalisti, il capo della polizia militare, il 49enne Vladimir Ivanovsky, il responsabile del dipartimento culturale del ministero della Difesa Anton Gubankov, otto militari, due funzionari civili e un'altra personalità, Elizaveta Glinka, conosciuta come «Doctor Liza», responsabile di una fondazione umanitaria. Secondo l'agenzia  Ria Novosti, i rottami dell'aereo sono sparsi in un'area di 1,5 chilometri lungo la costa, alla profondità di circa 50-100 metri. Il velivolo, un Tupolev 154, era in servizio dal 1983 e aveva alle spalle circa 7mila ore di volo. 

Guasto o attentato?
Il ministro dei Trasporti russo, Maxime Sokolov, che ha parlato al termine di una riunione della commissione speciale immediatamente costituita dopo il dramma, ha assicurato stamattina che «le piste privilegiate oggi non includono quella di un attentato terroristico». «Le ragioni possono essere diverse. Gli specialisti del Comitato le stanno analizzando», ha aggiunto il ministro, che ha poi evocato «un problema tecnico o un errore del pilota»