20 febbraio 2017
Aggiornato 07:30
Ecco com'è andata

Consiglio UE: migranti, Ucraina e sanzioni alla Russia i temi più scottanti

L'agenda del Consiglio europeo era particolarmente scottante: si è parlato infatti di immigrazione, Ucraina, Siria, Difesa comune e si è deciso di rinnovare le sanzioni alla Russia

BRUXELLES - Il Consiglio europeo in corso a Bruxelles ha concluso, anche se con ritardo rispetto al previsto, la discussione di gran parte dei punti in agenda, e in particolare dei temi più difficili: quello sulla riforma del regolamento di Dublino, che oggi scarica la responsabilità dell'accoglienza dei rifugiati ai solo paesi di primo arrivo, e quello sulla ratifica dell'Accordo di associazione Ue-Ucraina, per ora bloccato dalla bocciatura subita al referendum di ratifica in Olanda.

Riforma di Dublino
Su Dublino, le conclusioni contengono ora una indicazione temporale più ambiziosa, anche se non vincolante, secondo cui «si mira a concludere» la riforma - su cui gli Stati membri profondamente sono divisi - entro il semestre di presidenza di turno maltese del Consiglio Ue, ovvero entro la fine di giugno.

Accordo di associazione con l'Ucraina
Sull'Accordo di associazione con l'Ucraina, i capi di Stato e di governo hanno sottoscritto una dichiarazione «legalmente vincolante», e che non potrà essere modificata se non all'unanimità, in cui si chiariscono alcuni punti che, a giudizio dei Ventotto, sono stati travisati o interpretati in modo ambiguo, e hanno influenzato il dibattito in Olanda determinando alla fine il «no» al referendum. La dichiarazione stabilisce senza ambiguità le conseguenze che avrà, e soprattutto quelle che non avrà l'Accordo in diversi campi (sicurezza, circolazione delle persone, niente accesso "automatico" allo status di candidata all'Ue per l'Ucraina, niente oneri finanziari aggiuntivi per l'Olanda). Sulla base di questa dichiarazione - che comunque non modifica il testo dell'Accordo, già ratificato dagli altri 27 paesi membri e approvato dal Parlamento europeo) - il governo olandese dovrebbe ora impegnarsi a procedere alla ratifica parlamentare, bypassando, in sostanza, il risultato del referendum.

Proroga sanzioni alla Russia
Inoltre, si è deciso all'unanimità di prorogare ancora per sei mesi (e non 12, come chiedevano alcuni leader) le sanzioni economiche contro la Russia, dopo il rapporto della cancelliera tedesca Angela Merkel e del presidente francese François Hollande sull'attuazione ancora insoddisfacente degli accordi di Minsk sul cessate il fuoco e il ritiro delle armi pesanti nelle zone interessate dal conflitto fra l'esercito di Kiev e gli indipendentisti ucraini. Tema sul quale i media americani hanno rivolto la loro attenzione, chiedendosi se questo rinnovo sarà forse l'ultimo, con l'avvicinarsi dell'insediamento di Donald Trump alla Casa Bianca.

Nodo Siria
Il vertice dei capi di Stato e di governo era cominciato attorno alle 13 con il tradizionale discorso del presidente del Parlamento europeo, Martin Schulz (l'ultimo, visto che a gennaio concluderà il suo mandato), e con un del sindaco di Aleppo Est, Brita Hagi Hassan, che aveva chiesto all'Ue di impegnarsi per il salvataggio dei civili della sua città martoriata dai bombardamenti del regime di Assad con il sostegno russo.

I risultati del migration compact
Durante la discussione sull'immigrazione, l'Alto Rappresentate per la Politica estera e di sicurezza comune dell'Ue, Federica Mogherini, ha presentato i risultati positivi dei «migration compact», gli accordi di cooperazione, riammissione dei migranti e di sostegno economico strutturale fra l'Ue e i paesi di origine e di transito, che sono in fase di sviluppo oggi con cinque Stati africani (Niger, Nigeria, Senegal, Mali ed Etiopia). Mogherini ha sottolineato soprattutto i risultati raggiunti con il Niger, che è il paese africano di transito dei migranti più importante: dal maggio scorso a oggi, il flusso dei migranti irregolari si è ridotto da 72.000 a 1.500 persone. Inoltre, è stato valutato positivamente lo sforzo in corso da parte dell'Ue a sostegno dell'addestramento delle guardie costiere in Libia.

Accordo con la Turchia
Si è parlato anche, naturalmente, dell'accordo Ue-Turchia che sta funzionando bene nell'aver virtualmente bloccato la «rotta balcanica» dei migranti irregolari. I Ventotto vogliono fare tutto il possibile per preservare l'accordo nonostante i problemi dovuti all'involuzione autoritaria del regime di Recep Tayyp Erdogan ad Ankara. Poi è intervenuto il presidente di Cipro Nikos Anastasiades, che ha fatto il punto sui negoziati, che riprenderanno a gennaio, per la riunificazione dell'Isola (ancora separata fra la parte greco-cipriota e quella turco-cipriota).

Difesa comune, Nato, Brexit
Successivamente, si è passati alla discussione sui temi della difesa comune e della cooperazione con la Nato, in presenza del Segretario generale dell'Alleanza Atlantica Jens Stoltenberg, che è in corso. E' prevista poi una discussione specifica sulla situazione in Siria e sul sostegno alle iniziative umanitarie nella regione da parte dell'Ue, seguita da un breve aggiornamento del primo ministro britannico Theresa May sullo stato di preparazione del Regno Unito in vista dell'inizio dei negoziati sulla Brexit, in primavera, e infine una discussione sulla situazione economica con l'intervento del presidente della Bce Mario Draghi.