27 aprile 2017
Aggiornato 16:30
Iran sorvegliato speciale nel passaggio di consegne tra Obama e Trump

Usa, confermata la proroga delle sanzioni all'Iran, ma senza la firma di Obama

Barack Obama non ha firmato la proroga delle sanzioni decisa dalle Camere, per difendere quell'accordo sul nucleare che Trump vorrebbe stracciare

WASHINGTON - Con una decisione a sorpresa, il presidente degli Stati Uniti Barack Obama non ha firmato la legislazione che prevede la proroga delle sanzioni americane contro l'Iran per altri dieci anni. La legge entra così in vigore senza la firma presidenziale. «La proroga dell'Atto di Sanzioni contro l'Iran diventa legge senza la firma del presidente», ha confermato il portavoce della Casa Bianca, Josh Earnest, in un comunicato.

Per Rohani è una violazione dell'accordo
Il presidente iraniano Hassan Rohani aveva ordinato martedì agli scienziati del Paese di iniziare a lavorare su navi a propulsione nucleare in risposta al previsto rinnovo delle sanzioni, criticando la mossa degli Stati Uniti come una violazione dell'accordo nucleare raggiunto tra la Repubblica islamica d'Iran e il Gruppo 5+1 (Stati Uniti, Russia, Cina, Francia, Regno Unito e Germania).

Un bluff?
Secondo gli analisti internazionali, l'annuncio sarebbe però un bluff, in quanto si tratterebbe di uno sforzo estremamente costoso a fronte di un vantaggio strategico esiguo. Il segretario di Stato Usa John Kerry ha detto oggi che l'implementazione dell'accordo sul nucleare iraniano resta uno dei principali «obiettivi strategici» degli Stati Uniti.

Con Trump un cambio di direzione?
Obiettivo che, però, potrebbe essere messo in discussione dal cambio di amministrazione. Donald Trump non ha mai fatto mistero di non approvare l'accordo, e anzi di volerlo strappare, e si è circondato, nel suo team, di alcuni "falchi" anti-Iran che hanno fatto presagire ad alcuni analisti e commentatori un prossimo cambio di strategia di Washington: il grande "nemico" dell'era Trump potrebbe non essere più Mosca, ma Teheran. Un presagio che pare trovare segnali di conferma anche in Europa: in occasione del recente Consiglio di cooperazione del Golfo in Bahrein, la premier britannica Theresa May ha dichiarato che la Gran Bretagna aiuterà gli stati del Golfo a «respingere» le iniziative regionali aggressive dell'Iran. «Voglio assicurarvi che ho una visione chiara della minaccia che l'Iran pone al Golfo e all'intero Medio Oriente», ha detto la premier britannica.

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