27 febbraio 2017
Aggiornato 15:00
Sconfitto alla replica delle presidenziali populista Nobert Hofer

L'Austria elegge il verde Van der Bellen. L'Ue tira un sospiro di sollievo (ma non troppo)

Nobert Hofer non ce l'ha fatta. Il candidato presidente di estrema destra non ha retto alla prova del ballottaggio, che ha incoronato il verde Van der Bellen. E che consegna l'immagine di un Paese comunque diviso

VIENNA - Le elezioni presidenziali austriache, temutissime da Bruxelles, hanno incoronato il candidato dei verdi Alexander van der Bellen, che nella sua vittoria di ieri al ballottaggio ha voluto leggere una sconfitta dei populismi e dei nazionalismi, rappresentati dal suo avversario, Norbert Hofer, esponente dell'estrema destra austriaca.

Un Paese diviso, dove la destra rimane forte
Poche ore dopo la chiusura delle urne, con i risultati ancora parziali ma dall'esito inequivocabile, il 72enne candidato ecologista ha dichiarato: «Da Vienna arriva oggi un segnale di speranza, di cambiamento positivo in Europa, un segnale che nelle capitali europee verrà accolto ed analizzato con molta cura». Un'analisi, quella di Van der Bellen, forse non del tutto accurata. Perché i risultati delle presidenziali austriache consegnano innanzitutto l'immagine di un Paese diviso: il candidato dei verdi ha infatti vinto con un margine più ampio rispetto a quello dello scorso maggio, ma ancora piuttosto modesto (7 punti percentuali). Secondo la Faz, autorevole quotidiano tedesco, tale risultato elettorale, raggiunto probabilmente grazie alla mobilitazione di una fetta di elettorato «contro» Hofer, più che a favore di Van der Bellen, non segna la definitiva sconfitta del populismo in Austria. Che continuerà invece a ricoprire un ruolo essenziale nella vita politica del Paese, e a turbare i sonni di Bruxelles.

Il plauso di Schulz e Tusk
Ad ogni modo, l'Europa ha tirato un sospiro di sollievo, almeno per ora. Pronta la risposta, proprio dal cuore dell'Unione europea, con le congratulazioni che gli sono state rivolte tanto dal Presidente del Consiglio europeo, Donald Tusk, che dal Presidente dell'Europarlamento, Martin Schulz. «E' un piacere congratularmi di cuore per la vostra elezione (...). A nome dell'Unione europea e personalmente vi auguro ogni successo», ha dichiarato Tusk. «Nel momento in cui ci troviamo ad affrontare numerose e difficili sfide, è fondamentale poter contare ancora sul contributo costruttivo dell'Austria per la ricerca di soluzioni condivise in Europa e per il consolidamento dell'unità europea». Dal canto suo, Schulz ha accolto con soddisfazione il risultato del voto presidenziale in Austria, definendolo come «una pesante sconfitta del nazionalismo e del popolismo antieuropeo».

Anche Gentiloni gioisce
Il ministro degli Esteri Paolo Gentiloni si è congratulato su Twitter per la vittoria di Alexander van der Bellen alle presidenziali austriache: «La vittoria di Van Der Bellen in Austria è davvero una bella notizia per l'Europa». Anche il capo della diplomazia tedesca Frank-Walter Steinmeier ha espresso soddisfazione per la vittoria alle presidenziali austriache del candidato ecologista van der Bellen: «E' un buon segnale contro il populismo in Europa», ha scritto Steinmeier che, con tutta probabilità, sarà eletto a febbraio Presidente federale tedesco.

Oltre i partiti tradizionali
Dopo aver stretto la mano al suo rivale Hofer, Van der Bellen, che ha vinto con un margine decisamente più ampio rispetto al ballottaggio, poi annullato, del 22 maggio scorso, ha detto che quella di ieri è «senza esagerazioni» una «giornata storica». Storica anche perché, per la prima volta nella storia dell'Austria, sulla poltrona più importante del Paese non siederà un rappresentante di una delle due tradizionali famiglie politiche, popolari e socialdemocratici, ma un verde.

Il Presidente di tutti
Agli austriaci, esausti dopo un anno di campagna elettorale ma che comunque hanno partecipato al voto con un'affluenza superiore a quella di maggio, Van der Bellen ha promesso di voler essere «il presidente di tutti, di coloro che mi hanno eletto e di quelli che non lo hanno fatto» e ha assicurato di voler essere «al di sopra dei partiti». «La mia convinzione - ha concluso il neo eletto presidente federale, che si insedierà a gennaio per 6 anni - è che l'Austria è un grande Paese, che ha dato tanto in passato e lo farà anche in futuro».

Le congratulazioni di Hofer
Il partito dell'estrema destra austriaca Fpoe ha riconosciuto la sconfitta al ballottaggio. Norbert Hofer si è congratulato con l'avversario per la sua «vittoria» alle elezioni presidenziali e ha invitato «tutti gli austriaci a lavorare assieme», in un messaggio postato su Facebook. «Mi congratulo con Alexander Van der Bellen per il suo successo e chiamo tutti gli austriaci a restare solidali e a lavorare assieme», ha dichiarato il vicepresidente del Parlamento, che si è detto «profondamente triste» per l'esito del voto.

I risultati
I risultati definitivi del voto austriaco espresso nei seggi elettorali, senza le schede elettorali per posta, vedono Alexander Van der Bellen al 51,68%, mentre Norbert Hofer è al 48,32%. L'affluenza alle urne è stata del 64,56%, la partecipazione complessiva al voto, comprensiva di quello per posta, del 74%. Superiore dunque al ballottaggio del 22 maggio, quando fu del 72,65%. Le proiezioni, comprensive del voto postale, prevedono una vittoria per Van der Bellen con una percentuale superiore al 53%.