4 dicembre 2016
Aggiornato 07:00
La Cancelliera ha appena annunciato la sua quarta ricandidatura

Non solo Brexit: il 42% dei tedeschi vorrebbe un referendum sull'Ue. Brutto colpo per la Merkel

Un sondaggio shock rivela come l'euroscetticismo galoppi anche nelle terre della «regina d'Europa»: il 42% dei tedeschi vorrebbe un referendum sull'Ue, e il 62% si dichiara insoddisfatto dall'integrazione

La cancelliera tedesca Angela Merkel. (© Drop of Light / Shutterstock.com)

BERLINO - Anche i tedeschi sono stanchi e insoddisfatti dell'Unione europea. L'inattesa rivelazione emerge dal sondaggio effettuato da TNS Infratest Politikforschung per conto della Fondazione Körber, che mostra come neppure la Germania della «regina d'Europa» Angela Merkel sia entusiasta della direzione su cui l'Ue si sta incanalando. Nonostante Berlino sia indubbiamente tra i maggiori beneficiari degli effetti dell'integrazione economica e monetaria. 

Non solo Brexit. Anche il 42% dei tedeschi vuole un referendum
Non è solo un problema degli inglesi, insomma, e neppure del sempre più folto esercito di euroscettici diffuso tra gli Stati membri. Secondo il sondaggio, due terzi dei cittadini tedeschi si dichiarano insoddisfatti dell’Unione europea, e il 42% vorrebbe poter decidere del proprio destino con un referendum. Una rivelazione che impensierirà particolarmente il presidente della Commissione europea Jean-Claude Juncker, il quale ha di recente definito «poco saggio», da parte dei leader europei, indire referendum sull'appartenenza all'Europa, perché in questo momento storico il risultato delle consultazioni sarebbe probabilmente a favore dell'«exit».

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Il 62% pensa che l'Ue sia sulla strada sbagliata
Ma non è finita: il 62% degli interpellati ritiene che l’Ue sia sulla strada sbagliata e il 73% pensa che la Germania sia stata lasciata sola dai Paesi partner nella crisi dei profughi. Il 67% considera il voto dei britannici per la Brexit un indebolimento dell’Unione, il 59% è convinto che la Germania dovrebbe rafforzare ulteriormente la sua leadership nell’Ue e il 25% si dichiara favorevole all’ascesa di partiti e movimenti euroscettici.

Una situazione politica incerta per la Merkel
Numeri che costituiscono certamente un campanello di allarme per Angela Merkel, che ha annunciato da poco la sua intenzione di ricandidarsi per la quarta volta a capo della cancelleria tedesca nelle elezioni del 2017. Lo scenario è quello di una Germania dove, come mai prima d'ora da dopo la fine della Seconda Guerra Mondiale, l'estrema destra galoppa nei sondaggi, e dove il gradimento della Cancelliera è decisamente oscillante, provato negativamente dalle sue scelte a favore dell'accoglienza dei migranti. Del resto, le recenti elezioni amministrative hanno visto la Merkel perdere clamorosamente la «sua» Berlino e il «feudo» di Pomerania-Meclemburgo, e l'estrema destra registrare un'avanzata storica.

Dopo Trump
A ciò si aggiunga la vittoria, oltreoceano, di Donald Trump, sintomatica di una tendenza globale che le forze politiche tradizionali difficilmente potranno continuare a ignorare. Non a caso, dopo l'elezione del tycoon, la stampa occidentale aveva unanimamente incoronato la Merkel come ultimo «baluardo» dell'attuale ordine mondiale, un'incoronazione simbolicamente confermata da Barack Obama nella sua recente visita berlinese, vista dagli osservatori come un vero e proprio passaggio di testimone. E se pure ad oggi, nonostante le evidenti turbolenze, la Merkel ha ancora buone possibilità di vittoria alle prossime elezioni, chissà che alla fine non siano proprio i tedeschi a strapparle lo scettro di mano. 

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