4 dicembre 2016
Aggiornato 07:00
Verso le elezioni presidenzali 2017

La Francia anticipa il futuro che verrà e si divide tra due destre: una europeista, l'altra sociale

La corsa verso l'Eliseo di Marine Le Pen potrebbe essere fermata da Francois Fillon, alfiere dell'Europa. Socialisti, adieux

I due candidati alle presidenziali francesi François Fillon e Marine Le Pen (© Shutterstock.com)

PARIGI - Pronti a tutto per fermare la «France sortie», ovvero la Frexit che si staglia all’orizzonte dell’Europa, passo finale verso l’implosione di un sogno nato dalle rovine delle Seconda guerra mondiale. Francois Fillon, un politico puro dato che è parlamentare del 1981 ed è già stato più volte ministro, sarà il candidato repubblicano che avrà il compito di fermare non già la vittoria di Hollande e dei socialisti, bensì Marine Le Pen e il Front National. I socialisti, bontà loro, dopo aver creato un sistema economico che assomiglia ad un ascensore sociale al contrario - la classe media rispedita all’inferno del proletariato da cui proveniva a furia di tasse e tagli - spariranno dal panorama politico francese, e di Francois Hollande non rimarrà che un lontano ricordo. L’uomo che solo cinque anni fa prometteva battaglia verso l’ideologia dell’austerità, alla fine del suo mandato non ha ottenuto praticamente nulla. Anzi, ha dovuto cedere verso il suo elettorato di riferimento, che in massa si sta riversando nel bacino elettorale di Marine Le Pen. Un fenomeno molto simile a quanto accaduto agli operai che hanno votato Donald Trump con un entusiasmo non previsto. La Francia entra quindi dentro uno scenario nuovo, che però anticipa una tendenza: lo scontro tra due destre. Quella sociale e protezionista, contro una ultra liberista ed europeista.

Le due destre francesi
A contendersi la vittoria saranno quindi due candidati di destra. La prima è una donna nazionalista, fiera sostenitrice della destra sociale e della supremazia dello Stato, protezionista e anti europeista dichiarata. L’altro, ovvero il neo candidato dei Repubblicani, è ultra liberista, europeista, antistatale e teorico della supremazia del mercato. Un uomo dalle molte sfumature, Francois Fillon, che ha capito cosa vogliono i francesi ma vuole salvare il carrozzone post ideologico dell’Unione Europea dall’armata del Front National di Marine Le Pen.

Cosa vuole Fillon
Fillon prospetta tagli allo stato sociale senza precedenti, cento miliardi di euro, nonché il licenziamento di cinquecentomila statali che lavorano nell’amministrazione locale e nella sanità. Vuole l’abolizione delle 35 ore settimanali di lavoro ed ha inventato un nemico che arriva direttamente dal ‘900: il sindacato con cui vuole scontrarsi fin da subito. A cui ha già detto chiaramente che la sua idea è molto semplice: abolire la contrattazione nazionale e giungere alla completa liberalizzazione dell’orario di lavoro, con limite massimo posto a 48 ore settimanali: ovvero la contrattazione ad personam o quasi. La sinistra socialista, quel che rimarrà, si troverà a votare, in un probabile ballottaggio tra Fillon e Le Pen, per un uomo che vuole cancellare tutte le conquiste del Novecento? E’ molto probabile. La figlia del Jean Marie Le Pen appare una colomba rispetto alle proposte economiche estreme del prossimo candidato repubblicano.

I media francesi sono già schierati
In questo momento la distanza tra Marine Le Pen e Francois Fillon è netta: la prima ha un vantaggio di nove punti sul secondo. Ma i media stanno già cominciando a carburare sul candidato repubblicano, perché la prospettiva è molto pericolosa: uscire dalla UE. Le sparate elettorali di Fillon non stanno in piedi e manderebbero all’aria l’economia del paese più di quanto già sia: ma sono volte ad insidiare da destra Marine Le Pen. I due si assomigliano sulla politica estera, filo russa, e sull’annoso problema dei migranti, ma hanno un approccio nettamente diverso sulle sorti della UE.

Che succede alla Ue?
Con Fillon si rimarrebbe nel solco della Merkel, mentre con Marine Le Pen la Francia prenderebbe la strada dell’uscita. L’Unione Europea, per altro, guarda con favore la vittoria del candidato repubblicano, per ragioni ideologiche e pratiche: Fillon ha promesso che i parametri di Maastrisch e il pareggio di bilancio verranno rinsaldati. Una delle poche cose buone prodotte da Hollande infatti è stata la rottura di tali vincoli, tanto che nel 2017 il rapporto deficit-Pil francese giungerà al 4,7%. Un valore normale per un paese che vuole mantenere un minimo di stato sociale, e non vuole diventare un clone degli Stati Uniti. Ma una bestemmia per i burocrati di Bruxelles, che si sentono rassicurati dalle promesse di Fillon. Il superamento dei vincoli di bilancio è, per altro, uno dei cavalli di battaglia di Marine Le Pen.