4 dicembre 2016
Aggiornato 07:00
Una breve pausa umanitaria

Siria, Mosca sospende raid su Aleppo. Gentiloni: nuove sanzioni irrealistiche

Il ministro della Difesa russa ha annunciato oggi una sospensione dei raid aerei siriani e russi ad Aleppo a partire dalle 9 di questa mattina. Ma la tensione con l'Occidente rimane alta

Il presidente russo Vladimir Putin. (© ALEXANDER ZEMLIANICHENKO POOL / AFP)

MOSCA - Il ministro della Difesa russa, Sergey Shoigu, ha annunciato oggi una sospensione dei raid aerei siriani e russi ad Aleppo a partire dalle 10 di questa mattina. «Oggi alle 10 vengono interrotti i bombardamenti dell'aviazione russa e delle forze aeree siriane nella regione di Aleppo», ha annunciato. "L'interruzione anticipata dei raid è necessaria per introdurre la pausa umanitaria il 20 ottobre. Questo permetterà di garantire l'uscita in sicurezza attraverso sei corridoi della popolazione civile e di preparare l'evacuazione dei malati e dei feriti dalla parte orientale di Aleppo», ha detto Shoigu citato dalla Ria Novosti. Il ministro russo ha aggiunto che l'esercito siriano, all'inizio della pausa umanitaria, si allontanerà in modo da «permettere ai combattenti di lasciare senza ostacoli Aleppo Est, con le loro armi, lungo due speciali corridoi».

Gentiloni: scenario sanzioni a Mosca irrealistico
Ma la tensione tra Occidente e Russia rimane alta, altissima, come testimoniato dall'ipotesi in discussione tra Washington e Londra di imporre nuove sanzioni a Mosca per il dossier siriano. In proposito si è espresso il ministro degli Esteri Paolo Gentiloni, che ha dichiarato la sua contrarietà all'ipotesi, perché sarebbe «irrealistico».Per Gentiloni, sono invece necessarie pressioni «politiche» su Mosca affinché usi tutto la sua capacità di influenza e persuasione per convincere l'alleato Bashar al-Assad a cessare i bombardamenti indiscriminati su Aleppo Est. 

Mosca deve fare un passo
«La Russia deve fare un passo, dopo la riapertura dei filo dei contatti a Losanna», alla conferenza internazionale sulla Siria di sabato scorso, ha detto Gentiloni incontrando i giornalisti a margine del Consiglio in Lussemburgo, ricordando che la risoluzione franco-spagnola contro Mosca al Consiglio di Sicurezza Onu non è passata solo per due voti, quello russo e quello venezuelano.

Soluzione costruttiva
La Russia, ha spiegato il ministro, «non può sacrificare al sostegno all'azione indiscriminata e tremenda del regime siriano ad Aleppo Est ogni ipotesi di soluzione costruttiva in Siria, sarebbe un prezzo troppo elevato sul piano politico», perché avrebbe conseguenze «sul rapporto di Mosca con l'Ue, su quello con il mondo arabo sunnita, e sulla sua aspirazione a esercitare un ruolo di grande potenza, con responsabilità a livello internazionale maggiori di altri. Vale la pena - ha chiesto Gentiloni - rimettere tutto questo in gioco per sostenere Assad?»

Influenza su Mosca
Gentiloni ha aggiunto: «Noi siamo contenti che sia ripreso il filo del dialogo con la Russia, ma questo deve avere come sbocco la cessazione dei bombardamenti e Mosca deve muoversi esercitando tutta la sua influenza in questa direzione». E poi ha chiesto ancora: «Chi altri può esercitare un'influenza positiva sul comportamento di Assad, se non la Russia?»

Sanzioni alla Russia?
Quanto all'ipotesi di sanzionare Mosca per il suo ruolo nei bombardamenti dei civili in Siria, Gentiloni ha precisato: «Distinguerei fra il riferimento alla possibilità che l'Ue decida nuove liste di individui o entità del regime siriano da sanzionare, e la possibilità di adottare sanzioni nei confronti della Russia». Quest'ultima ipotesi, che è stata evocata attorno al tavolo dei ministri, «è stata considerata irrealistica e non attuabile anche da chi la considerava positivamente», ha riferito il capo della diplomazia italiana.

Leva politica
Per Gentiloni, l'Italia ha sempre sostenuto che «non ci può essere una soluzione militare alla crisi siriana. Lo strumento delle sanzioni, inoltre, non è utile per affrontare il dramma di Aleppo, che deve essere risolto in giorni o settimane, non fra diversi mesi o anni», ha insistito Gentiloni, concludendo che «la leva che l'Ue può usare» per convincere la Russia «è tutta politica».

(Con fonte Askanews)