28 settembre 2016
Aggiornato 12:00
Rivelato dalla Difesa

Nord Corea, piano segreto di Seul per uccidere Kim Jong-Un

Truppe speciali sudcoreane sarebbero pronte ad entrare in azione per uccidere il dittatore nordcoreano Kim Jong-Un, in caso si alzasse il livello della minaccia nucleare

Il dittatore nordcoreano Kim Jong-Un. (© KCNA / AFP)

SEUL - La tensione è altissima tra le due Coree, dopo l'ultimo test missilistico compiuto da Pyongyang. Addirittura, alcune truppe speciali sudcoreane sarebbero pronte a entrare in azione e uccidere il leader nordcoreano Kim Jong Un, in caso si alzasse il livello di minaccia nucleare. Il piano è stato rivelato dal ministro della Difesa della Corea del Sud Han Min-koo, secondo quanto riportato dalla Cnn. «Seul ha intenzione di usare missili di precisione per colpire obiettivi nemici in diverse zone», ha spiegato il Ministro in Parlamento. «E ha anche intenzione di eliminare il leader nemico», ha aggiunto.

Il quinto test
All'inizio del mese la Corea del Nord ha eseguito il suo quinto, e finora più potente, test nucleare violando le numerose risoluzioni Onu e scatenando la protesta della comunità internazionale e la nuova condanna del Consiglio di Sicurezza Onu.

Nessun aiuto per l'alluvione
La Corea del Sud ha anche escluso la possibilità d'inviare aiuti per le zone alluvionate della Corea del Nord, sostenendo che il leader nordcoreano Kim Jong Un si assumerebbe il merito di qualsiasi assistenza che fosse inviata dall'estero alle aree dove è avvenuto «il peggior disastro» dalla seconda guerra mondiale, secondo la definizione di Pyongyang. La Croce rossa internazionale ha lanciato mercoledì un appello per trovare 15,5 milionidi dollari in fondi d'emergenza per aiutare i nordcoreani. Almeno 138 morti - a quanto se ne sa finora - sono morti e circa 400 sono dispersi dopo le piogge torrenziali che hanno prodotto alluvioni, devastando villaggi nel nordest del paese, secondo l'Onu. Sono 140mila le persone che hanno bisogno d'assistenza.

Braccio di ferro
Se Seoul inviasse aiuti, «Kim Jong Un se ne prenderebbe un merito non dovuto», ha commentato il portavoce del ministero dell'Unificazione sudcoreano Jeong Joon-hee, parlando coi giornalisti. «In base a queste circostanze - ha continuato - non possiamo dissolvere l'impressione che un aiuto dall'esterno sarebbe inutile». Gli appelli Onu a inviare aiuti per il momenti non hanno avuto molto effetto. D'altronde, ha sottolineato Jeong, «mentre la Corea del Nord lamentava il peggio disastro (dalla fine della seconda guerra mondiale), Kim Jong Un sorrideva presso un sito di test missilistici». Il riferimento è al fatto che il leader ha presenziato al test su un nuovo motore per i missili balistici che, secondo Pyongyang, è stato un successo. I media di stato nordcoreani hanno diffuso le immagini sorridenti di Kim.

L'appello di Abe
Intanto, il primo ministro giapponese Shinzo Abe ha chiesto alla comunità internazionale di trovare nuove soluzioni per fermare la minaccia proveniente dalla Corea del Nord, a seguito dei test nucleari e missilistici del regime. «La minaccia alla comunità internazionale è diventata sempre più grave e più realistica. Richiede nuovi strumenti per affrontarla, anche diversi da quelli che abbiamo applicato fino a ieri», ha detto Abe in un discorso all'Assemblea Generale dell'Onu.

(Con fonte Askanews)