27 aprile 2017
Aggiornato 16:30
Dopo giorni di accuse sul lassismo del governo

Valls: «Scarcerare killer di Rouen è stato un fallimento»

La critica del Premier francese non tocca direttamente l'operato del governo, ma rappresenta un netto cambio di registro rispetto alla posizione ufficiale dopo il massacro di Nizza, che ha causato 84 morti, quando le forti critiche della destra si sono scontrate con il netto rifiuto ad ammettere la minima pecca nel dispositivo di sicurezza.

PARIGI - Dopo giorni di accuse sul lassismo del governo socialista francese davanti a un'ondata di attentati senza precedenti, l'esecutivo di Parigi ha per la prima volta ammesso un «fallimento» della giustizia. La critica del premier Manuel Valls non tocca direttamente l'operato del governo, ma rappresenta un netto cambio di registro rispetto alla posizione ufficiale dopo il massacro di Nizza, che ha causato 84 morti, quando le forti critiche della destra si sono scontrate con il netto rifiuto ad ammettere la minima pecca nel dispositivo di sicurezza. In un'intervista al quotidiano Le Monde Manuel Valls ha detto che la decisione della magistratura antiterrorismo, confermata in appello, di scarcerare a marzo uno dei due assalitori della chiesa Saint-Etienne-de-Rouvray, è «un fallimento, bisogna riconoscerlo». «Questo dovrebbe condurre i magistrati a un approccio diverso, caso per caso, tenuto conto della grande capacità di dissimulazione del jihadisti» ha aggiunto.

Il premier ha però precisato «non sarò io quello che, nel disprezzo dell'equilibrio dei poteri, cade nel facile errore di ritenere i giudici responsabili di questo atto di terrorismo». Uno dei due assalitori, il 19enne francese Adel Kermiche, era rimasto in carcere per dieci mesi in attesa di essere processato per aver tentato di recarsi in Siria nel 2015. A marzo era uscito dal carcere in libertà vigilato con il braccialetto elettronico: la procura aveva fatto invano appello contro la concessione della libertà vigilata.

La notizia aveva provocato una levata di scudi nell'estrema destra, dove molti avevano chiesto le dimissioni del ministro dell'interno Bernard Cazeneuve e di Valls. «E' stato fatto di tutto? Siamo consapevoli del fenomeno? Rispondo di sì» ha reagito il capo del governo. L'altro autore dell'attacco contro al chiesa martedì, nel corso del quale è stato sgozzato il sacerdote 86enne Jacques Hamel, era schedato per radicalizzazione dal 29 giugno, dopo aver tentato di raggiungere al Siria dalla Turchia. Intanto stamani un rifugiato siriano è stata fermato nell'ambito dell'inchiesta e va ad aggiungersi alla due persone arrestate dopo l'attacco.

Gli attentati di luglio mandato in pezzi l'unità politica a pochi mesi dalla primarie per le presidenziali di aprile 2017. Dopo le parole sul «fallimento», uno dei dirigenti del partito di estrema destra Front national, Florian Philippot, ha detto che «normalmente quando si è responsabili politici si traggono le conseguenze e ci si dimette». Chiedendo all'opposizione di essere «dignitosa e rispettosa» Valls ha accusato il leader dei partito di destra Les Républicains (LR), Nicolas Sarkozy, di aver «perso la testa». Sarkozy ah detto che la sinistra è «paralizzata» dalla «violenza e dalla barbarie».