28 marzo 2017
Aggiornato 10:00
Tra i punti di scontro, la liberalizzazione dei visti

Migranti, Erdogan torna a minacciare l'Europa. L'accordo sta per saltare?

Tayyp Recep Erdogan è tornato a minacciare l'Ue di far saltare l'accordo sui migranti, se non otterrà la liberalizzazione dei visti per i cittadini turchi in Europa. Ma la deriva autoritaria in Turchia prosegue

ANKARA - Tensione alle stelle tra Ankara e Bruxelles. Il Presidente turco Recep Tayyip Erdogan è tornato ad alzare la voce con l’Unione Europea, minacciando di rompere definitivamente l’accordo sui migranti se non ci saranno progressi sulla liberalizzazione dei visti per i cittadini turchi. Erdogan ha parlato in occasione della chiusura del Summit Umanitario Mondiale, ad Istanbul.

Accordo a rischio
«Il nostro Ministro degli Esteri e il rappresentante dell’Unione Europea discuteranno. E se non si raggiunge un’intesa, mi dispiace molto ma la legge che permetterebbe di attuare l’accordo sull’accoglienza dei migranti non verrà approvata dal Parlamento» ha detto il Capo dello Stato durante la conferenza stampa congiunta con il Segretario Generale delle Nazioni Unite Ban Ki-Monn.

Un punto morto
Bruxelles ed Ankara si trovano ad un punto morto nell’attuazione degli accordi stipulati a marzo scorso e secondo i quali la Turchia dovrebbe accogliere i migranti bloccati dall’Europa. Una delle condizioni poste da Bruxelles è la modifica della legge antiterrorismo di Ankara che l’Europa considera liberticida. Dal canto suo, però, Erdogan ha rinfacciato ai Ventotto di non aver mai inviato i 3 miliardi di euro di aiuti promessi nel quadro dell’intesa.

Duro scontro tra Erdogan e Merkel
Le minacce di Erdogan sono giunte dopo le dure parole che la cancelliera Angela Merkel ha riservato alla Turchia dal vertice umanitario di Istanbul. Durante l'atteso faccia a faccia, la Merkel non ha risparmiato ad Erdogan parole dure sulla deriva autoritaria del presidente turco. Erdogan si prepara infatti a varare il nuovo governo del fedelissimo Binali Yildirim, che ha subito dichiarato di voler formalizzare la riforma super-presidenziale del Paese. Non solo: la Merkel ha ribadito che la Turchia dovrà soddisfare tutte le 72 condizioni poste da Bruxelles per ottenere la liberalizzazione dei visti, compreso l'ammorbidimento della normativa antiterrorismo, ha ribadito Merkel. E alla vigilia dell'incontro, la cancelliera tedesca aveva anche espresso "forte preoccupazione» per la legge che ha tolto l'immunità ai deputati (soprattutto curdi) sotto inchiesta, mettendoli a rischio di arresto.

Le accuse di Erdogan
Erdogan, però, continua a dire che la legge antiterrorismo è intoccabile e accusa l'Ue di un «doppio standard», ricordando che «la Turchia ospita 3 milioni di rifugiati siriani e iracheni, più di ogni altro Paese, e ha speso oltre 10 miliardi di dollari per l'accoglienza, mentre la comunità internazionale ha investito finora 450 milioni». Soprattutto, per il Presidente turco non è solo europea la facoltà di rompere l'accordo: anche la Turchia si sente in diritto di farlo. Soprattutto visto che i fondi promessi da Bruxelles non sono ancora arrivati.