28 settembre 2016
Aggiornato 22:00
Nel mirino dell'indagine tutto il «cerchio magico» dell'ex leader

Scandalo Petrobras: Lula fermato e perquisito, la Rousseff trema

Dopo mesi e mesi di indagini, che hanno danneggiato l'immagine del Partito dei Lavoratori e dell'attuale presidente Dilma Rousseff, oggi la polizia federale ha puntato più in alto, perquisendo l'abitazione di Lula e sottoponendo l'ex presidente a un mandato di comparizione coercitivo per interrogarlo.

RIO DE JANEIRO - La costruzione di un ranch e un appartamento fronte mare. Sarebbero questi i benefici che secondo gli inquirenti brasiliani l'ex presidente Luiz Inacio Lula da Silva avrebbe ottenuto da alcune imprese coinvolte nell'inchiesta sullo scandalo Petrobras. Dopo mesi e mesi di indagini, che hanno danneggiato l'immagine del Partito dei Lavoratori e dell'attuale presidente Dilma Rousseff, oggi la polizia federale ha puntato più in alto, perquisendo l'abitazione di Lula e sottoponendo l'ex presidente a un mandato di comparizione coercitivo per interrogarlo. Nel mirino degli inquirenti è finito tutto il «cerchio magico» dell'ex leader socialista: fra gli indagati figurano infatti anche la moglie Marisa Letícia e i figli Sandro Luis, Fabio Luis, Marcos Claudio e Luis Claudio, oltre ad altri comunque vicini al Partito dei Lavoratori. Fra questi, il direttore dell'Istituto Lula, Paulo Okamotto, la direttrice Clara Ant, che fu assistente speciale di Lula ai tempi della sua presidenza e José de Filippi Jr, segretario del prefetto Fernando Haddad, membro del partito.

Era dallo scorso mese di agosto che circolavano voci su un presunto diretto coinvolgimento dell'ex presidente nello scandalo Petrobras. Meno di una settimana fa, in occasione della festa del 36esimo compleanno del Partito dei Lavoratori, lo stesso Lula aveva anticipato di aspettarsi che la Polizia federale lo chiamasse a deporre per sospetta corruzione in relazione al caso Lava Jato (Operazione autolavaggio), l'indagine che ha portato all'arresto di decine di persone sospettate di aver fatto lievitare il prezzo di alcuni contratti fra le loro imprese e la compagnia petrolifera di Stato per pagare mazzette ai politici del Partito dei lavoratori.

L'onda lunga dell'inchiesta ha portato alla richiesta di impeachment contro la Rousseff, che nel 2010 ha preso il posto di Lula alla guida del paese. La posizione dell'ex militante rivoluzionaria ai tempi della dittatura militare era stata chiarita da una Commissione parlamentare, dove tuttavia la maggioranza dei componenti era del suo partito.

In base alle risultanze dell'inchiesta, fra il 2010 e il 2014 circa 2 miliardi di dollari sono stati sottratti alla Petrobras da una rete di compagnie di costruzione, vertici della compagnia petrolifera e politici. Oltre alla Rousseff, nei guai è finito anche l'ex tesoriere del Partito dei Lavoratori, João Vaccari Neto, condannato a 15 anni di prigione per aver accettato tangenti dalla Petrobras.

Il coinvolgimento diretto di Lula riapre un capitolo doloroso per i socialisti brasiliani. La notizia del fermo dell'ex Presidente ha raggiunto stamattina presto la Rousseff di ritorno dalla sua abituale passeggiata in bicicletta. La presidente ha annullato tutti i suoi appuntamenti in attesa di sviluppi: all'orizzonte si profila minacciosa la prossima manifestazione di piazza contro il suo governo, che si terrà il 13 marzo.