24 marzo 2017
Aggiornato 18:30
Gli sforzi Usa in Medio Oriente rischiano un nuovo stop

Tensione Arabia Saudita-Iran: un nuovo ostacolo per Obama?

La guerra diplomatica scoppiata negli ultimi giorni nel mondo arabo tra sunniti e sciiti presenta conseguenze inaspettate anche per gli Stati Uniti, già in evidente difficoltà in Medio Oriente

NEW YORK - La guerra diplomatica scoppiata negli ultimi giorni nel mondo arabo tra sunniti e sciiti presenta conseguenze inaspettate anche per gli Stati Uniti, già in difficoltà nel cercare di combattere le crisi in Medio Oriente. Il timore manifestato da funzionari dell'amministrazione Obama in queste ore, riportato dal Wall Street Journal, è che il conflitto tra Arabia Saudita e Iran, che ha già coinvolto altri Paesi lungo la divisione tra sunniti e sciiti, possa far fallire i loro sforzi nella regione, in particolar modo per fermare la guerra in Siria. Il segretario di Stato, John Kerry, ha lavorato per mesi per convincere Teheran e Riad a stabilire un canale diplomatico diretto proprio per affrontare il conflitto siriano; i due Paesi hanno accettato alla fine dello scorso anno, non senza riluttanza, di unirsi al processo multinazionale che ha portato al piano delle Nazioni Unite per un cessate il fuoco e l'inizio di colloqui di pace tra le parti coinvolte in Siria.

Un rapporto difficile
Il nuovo conflitto tra Arabia Saudita e Iran è anche il frutto di un rapporto più difficile, sotto la presidenza Obama, tra Stati Uniti e Arabia Saudita, che da tempo chiede alla Casa Bianca di intraprendere passi più concreti per fermare gli sforzi dell'Iran, secondo Riad, per destabilizzare la regione. I sauditi hanno criticato l'accordo nucleare tra le grandi potenze e l'Iran, perché rafforzerebbe significativamente l'economia iraniana, in cambio di un indebolimento delle capacità nucleari solo per pochi anni; i nuovi introiti permetteranno a Teheran, secondo i critici dell'accordo, di finanziare guerre per procura in Iraq, Libano, Siria e Yemen.

Uno scontro inevitabile?
L'Arabia Saudita ha adottato una politica estera più aggressiva sotto il regno di Salman, iniziato lo scorso anno; con il figlio trentenne, il principio Mohammed, nominato ministro della Difesa, il Paese si è scontrato direttamente con l'Iran più che in passato, per esempio con i raid aerei condotti in Yemen contro le milizie sostenute da Teheran e con la creazione di una forza militare panaraba contro le minacce regionali. Nel fine settimana, l'Arabia Saudita ha ignorato le preoccupazioni statunitensi per l'esecuzione dell'imam sciita Al Nimr. «Quando è troppo è troppo. Teheran continua a sponsorizzare il terrorismo e a lanciare missili e nessuno fa nulla» ha detto una fonte saudita al Wall Street Journal. Il timore dell'amministrazione è che gli Stati Uniti, superata una determinata 'linea rossa', non possano fare molto per fermare un conflitto basato su antiche divisioni religiose.

(Con fonte Askanews)