26 aprile 2017
Aggiornato 02:00
Premier si scaglia contro Corbyn, glissa su questione Brexit

Cameron al Congresso Tories: segnerò la svolta della Gran Bretagna

«Non vi deluderemo»: è con un messaggio agli elettori che hanno portato il partito al trionfo alle elezioni di maggio che David Cameron ha dato il via al suo discorso all'annuale congresso dei Tories a Manchester in cui ha ribadito che non si ripresenterà da leader alle prossime elezioni

ROMA - «Non vi deluderemo»: è con un messaggio agli elettori che hanno portato il partito al trionfo alle elezioni di maggio che David Cameron ha dato il via al suo discorso all'annuale congresso dei Tories a Manchester in cui ha ribadito che non si ripresenterà da leader alle prossime elezioni ma che «ha più fretta oggi di cinque anni fa di assicurare la prosperità economica e la sicurezza» del Paese che dovrà essere il Paese delle «maggiori opportunità» per tutti. Un messaggio concentrato sul fronte interno, lasciando ai margini la questione che più divide il partito e che minaccia a breve serie complicazioni, quella del referendum sull'appartenenza all'Ue, promesso al massimo entro il 2017.

Svolta
Cameron ha invece detto che vuole che il suo mandato da premier sia ricordato come «un decennio di svolta per il nostro Paese. In cui la gente si guardi indietro e dica 'questo è il momento in cui la marea è cambiata e che il vento è girato nostro favore».

Corbyn simpatizzante con il terrorismo
Il premier ha poi di nuovo lanciato i suoi strali contro il nuovo leader del Labour Jeremy Corbyn accusandolo di simpatizzare con il terrorismo. «Migliaia di parole sono state scritte» su Corbyn ma «cari amici avete bisogno di sapere solo una cosa, che pensa che la morte di Osama bin Laden sia stata una tragedia». «Non possiamo permettere che quest'uomo diffonda nel Paese che noi amiamo questa ideologia che minaccia la sicurezza e simpatizza con il terrorismo», ha esclamato Cameron, sollevando scrosci di applausi. Il premier ha anche accusato Corbyn di aver «completamente abbandonato" tutte le ambizioni per il Paese e promesso che i conservatori saranno "il partito dei lavoratori».

Lotta alla povertà
David Cameron ha promesso poi che dedicherà molto tempo a sferrare «un assalto a tutto tondo contro la povertà e a combattere i profondi problemi sociali", fra cui l'estremismo, le discriminazioni di genere e etniche. Ha definito il suo programma per i prossimi cinque anni, incentrato su una idea, fare del Regno Unito un Paese «più forte». «Fatto di più grandi ambizioni dove gli affittuari diventano proprietari e i dipendenti diventano imprenditori e dove l'estremismo è sconfitto una volta per tutte». a proposito di quest'ultima questione , ha promesso di ricorrere alle maniere forti contro le scuole che alimentano la radicalizzazione religiosa. «Che non ci sia nessun dubbio: se insegnate l'intolleranza, noi vi chiuderemo».

Cautela sul Brexit
Molta cautela invece sul tema «Brexit», la possibilità che il referendum sull'Ue sfoci in una richiesta di abbandonare l'Unione. Nei giorni scorsi molte voci si sono levate dai piani alti dei Tories, compresa quella del segretario del Foreign Office Philip Hammond: se David Cameron non riuscisse a ottenere concessioni sostanziali dai partner europei, anche i ministri faranno campagna per l'uscita dall'Ue. «Negozierò con l'Unione europea un miglior accordo per il nostro Paese», ha ribadito con forza il Primo ministro oggi, senza menzionare la parola «referendum». Il Regno Unito deve «rimanere (nell'Ue) e risolvere i problemi invece di andarsene», ha detto ancora prima di aggiungere: «Non sono romanticamente attaccato all'Ue e alle sue istituzioni: mi interessano solo due cose: la prosperità e l'influenza della Gran Bretagna».

(con fonte Askanews)