28 marzo 2017
Aggiornato 21:30
Parla il vice portavoce dell'FMI

Cina, Fmi lavora con Pechino per considerare yuan valuta di riserva

Il Fondo dà il benvenuto a passi verso tasso di cambio libero

NEW YORK (askanews) - L'eventuale inclusione dello yuan nello Special Drawing Rights (Sdr) del Fondo monetario internazionale - riserve di asset internazionali il cui valore si basa su un basket di valute chiave che per ora comprende dollaro americano, euro, sterlina e yen - «non credo faccia parte dell'agenda formale del G20» di Ankara, Turchia. Ma le iniziative di Pechino verso un tasso di cambio libero di fluttuare sono «benvenute». Lo ha detto William Murray, vice portavoce del Fondo monetario internazionale durante la consueta conferenza bisettimanale con la stampa. Il riferimento è alle decisioni della banca centrale cinese dell'11 agosto scorso. Murray ha detto che l'Fmi è «coinvolto attivamente con le autorità cinesi su vari livelli».

Nessun ritardo
E ha ricordato che il Fondo deve per regolamento «completare entro la fine di quest'anno la revisione» dello Sdr. Murray ha tenuto a precisare che «non c'è alcun ritardo. La revisione è sulla strada giusta». Le sue dichiarazioni riprendono una nota diffusa dal Fondo il 19 agosto scorso in cui l'istituto aveva fatto capire che lo yuan non entrerà a fare parte del suo basket di valute di riserva per più di un anno. C'è stata infatti un'estensione di nove mesi, dal 31 dicembre prossimo al 30 settembre 2016, dell'attuale valutazione dello Sdr.