28 marzo 2017
Aggiornato 10:00
Tunisi chiude 80 moschee

Tunisia: Isis rivendica l'attentato a Sousse

L’Isis ha rivendicato nella notte sui social media anche la paternità dell’attentato contro i turisti sulla spiaggia di Sousse in Tunisia che ha causato almeno 38 morti, si era già attribuito l’altro attacco, quello contro una moschea a Kuwait City che ha fatto 27 vittime.

TUNISI (askanews) - Il gruppo dello Stato islamico ha rivendicato l'attentato di ieri alla spiaggia di Sousse, in Tunisia, in cui hanno perso la vita 38 persone, tra cui molti turisti. In un comunicato diffuso da jihadisti su Twitter si spiega che «un soldato del califfato ha potuto raggiungere l'obiettivo», uccidendo circa 40 persone «per la maggior parte di Stati dell'alleanza crociata che combatte lo Stato del Califfato».

Nella nota pubblicata dai jihadisti dell'Isis si spiega che l'attacco ha colpito «tane della fornicazione, del vizio e dell'apostasia» e questo «malgrado le misure» di sicurezza «rafforzate attorno a queste tane».

Le autorità locali, dopo l'attacco, hanno deciso di chiudere circa 80 moschee accusate di incitamento alla violenza. Le moschee, che operano al di fuori del controllo dello Stato, stanno diffondendo «veleno» e saranno chiuse entro una settimana, ha annunciato il governo.

Intanto, centinaia di turisti stranieri sono stati accompagnati in autobus all'aeroporto di Enfidha, a metà strada tra Tunisi e Sousse, per potere lasciare il Paese. Tredici voli sono stati organizzati nella notte con destinazione Londra, Manchester, Amsterdam, Bruxelles e San Pietroburgo.

Le vittime sono «per la maggior parte cittadini» britannici, ha confermato il primo ministro Habib Essid. Ma tra le persone uccise ci sono anche «tedeschi, belgi e francesi», ha commentato. Almeno 39 i feriti: tra questi, molti britannici, belgi, tedeschi e norvegesi.

Secondo le autorità locali, il presunto autore dell'attentato si chiama Seifeddine Rezgui, giovane tunisino nato nel 1992, originario di Gaafour ma studente a Kairouan. Era sconosciuto ai servizi di sicurezza locali. «E' entrato dalla spiaggia, vestito come uno che avrebbe voluto fare il bagno. Aveva un ombrellone per nascondere le armi. Arrivato sul posto, ha usato le sue armi», ha spiegato il segretario di Stato per la Sicurezza Rafik Chelly.

Il ministro del Turismo Selma Elloumi Rekik ha riconosciuto che l'attacco di ieri è stato «un duro colpo per la Tunisia». Dopo l'attacco al museo Bardo di Tunisi dello scorso mese di marzo, il settore strategico del turismo tunisino ha registrato un calo del 25,7% su base annua di turisti. Il settore rappresenta circa il 7% del Prodotto interno lordo della Tunisia.