28 marzo 2017
Aggiornato 21:30
Tassi tagliati dal 14 al 12,5%

La Banca centrale russa ridà ossigeno all'economia

La Banca centrale russa ha deciso di abbassare il principale tasso di interesse al 12,5%, dal 14% stabilito a fine marzo. Gli analisti si attendevano una riduzione minore, dell'1%, prevedevano i più. Oltretutto è il terzo taglio quest'anno, e probabilmente non l'ultimo, visto che il livello dei tassi rimane punitivo per aziende e famiglie.

MOSCA (askanews) - Un po' di ossigeno all'economia russa in pericolo asfissia, abbassando significativamente il tasso di riferimento. La Banca centrale russa ha deciso di abbassare il principale tasso di interesse al 12,5%, dal 14% stabilito a fine marzo. Gli analisti si attendevano una riduzione minore, dell'1%, prevedevano i più. Oltretutto è il terzo taglio quest'anno, e probabilmente non l'ultimo, visto che il livello dei tassi rimane punitivo per aziende e famiglie. La decisione è stata presa in una riunione che sulla carte era di routine, ma in realtà presentava aspetti di eccezionalità.

Situazione favorevole a taglio tassi
Il governo ultimamente ha infatti ripetuto che la situazione è favorevole a una diminuzione del tasso, per dare una spinta all'economia. Mentre nei circoli politici il governatore della Banca, Elvira Nabiullina - nominata da Vladimir Putin - è criticatissima e accusata di lasciare il rublo in balia di se stesso. Forse anche per agire rapidamente, la Banca centrale ha deciso questa volta di invitare i ministri delle Finanze Anton Siluanov e dell'Economia Aleksei Uliukaev alla riunione odierna sulla sua politica monetaria, un fatto insolito in considerazione dell'indipendenza dell'istituzione secondo il suo statuto. «Ciò consentirà ai ministri di capire le argomentazioni della Banca della Russia per il processo decisionale», ha spiegato l'istituzione.

Forte crisi economica
Il tutto dopo che la Banca di Russia il 15 dicembre scorso aveva deciso di alzare significativamente i tassi al 17%, per arginare la caduta rovinosa del rublo. Gli esperti avevano previsto che la Banca centrale avrebbe mantenuto il tasso chiave al 17%, in assenza delle condizioni per ridurlo. Ora l'inflazione in Russia rimane alta, ma il rublo si è decisamente rafforzato. Tuttavia tale rafforzamento è soprattutto frutto di speculazioni, mentre il Paese sta affrontando un forte crisi economica, causata anche dai bassi prezzi del petrolio e dalle difficili relazioni politiche ed economiche di Mosca con l'Ovest.

Pronta a continuare ad abbassare il tasso chiave
Ora però se i rischi dell'inflazione continueranno a diminuire, la Banca di Russia «è pronta a continuare ad abbassare il suo tasso chiave», ha insistito l'istituzione nel comunicato emesso a conclusione della riunione sulla politica monetaria. La decisione odierna è stata infatti motivata dalla «riduzione dei rischi di inflazione e dei persistenti rischi di un considerevole rallentamento dell'economia».

Crisi valutaria
Il crollo del rublo a metà dicembre, aveva portato a un forte aumento del tasso di riferimento al 17%, chiudendo di fatto il rubinetto monetario per riprendere il controllo sul rublo in caduta libera, e per affrontare una crisi in 15 anni senza precedenti, sotto la guida di Vladimir Putin. Tuttavia il costo del credito insostenibile non ha fatto altro che aggravare la crisi economica. Da allora, la crisi valutaria ha avuto gli effetti temuti con un'impennata dell'inflazione, una caduta del potere d'acquisto e l'attività economica in rosso. D'altra parte, il rublo ha avuto un rimbalzo di ampiezza inattesa negli ultimi due mesi, quasi il 40% in più contro il dollaro, permettendo a Putin di affermare lo scorso 16 aprile che era stato superato lo shock peggiore.