27 aprile 2017
Aggiornato 12:30
Una carneficina durata nove mesi, 100 anni fa

La Turchia commemora la Battaglia di Gallipoli

La Turchia da domani ospita vari leader mondiali per la commemorazione del centesimo anniversario dell'inizio della Battaglia di Gallipoli, nove mesi di carneficina che non portarono ad alcuni risultato sul terreno, ma che contribuirono a forgiare le identità nazionali di vari Stati.

ANKARA (askanews) - La Turchia da domani ospita vari leader mondiali per la commemorazione del centesimo anniversario dell'inizio della Battaglia di Gallipoli, nove mesi di carneficina che non portarono ad alcuni risultato sul terreno, ma che contribuirono a forgiare le identità nazionali di vari Stati.

Messaggio di pace nelle commemorazioni
Le autorità di Ankara sperano di mandare un messaggio di pace nelle commemorazioni, ma anche di enfatizzare il messaggio patriottico in vista di elezioni politiche previste per il 7 giugno. Le forze alleate, australiane, britanniche e neozelandesi, combatterono contro l'Impero ottomano, alleato dei tedeschi, in una battaglia che si concluse con una delle peggiori ritirate della Prima guerra mondiale.

Giorni di polemica sul genocidio
Le cerimonie, tuttavia sono state precedute da giorni di polemica sulla questione del riconoscimento del «genocidio» armeno, di cui in questi stessi giorni si celebra il centenario, che la Turchia non vede come tale. Ankara è entrata in polemica anche con papa Francesco che ha definito quello armeno «il primo genocidio del XX secolo». L'Armenia, che commemora anch'essa domani il genocidio a Erevan, ha accusato la Turchia di aver anticipato d'un giorno la sua commemorazione per mettere in ombra un passaggio poco commendevole della sua storia.

Vari leader mondiali in Turchia
In Turchia si recheranno una serie di leader mondiali, tra i quali il primo ministro australiano Tony Abbott e l'erede al trono britannico principe Carlo. «I figli delle nazioni che hanno combattuto l'una contro l'altra 100 anni fa si riuniranno sotto lo stesso tetto per portare un messaggio di pace e fratellanza al mondo» ha detto il presidente turco Recep Tayyip Erdogan, che in un video dai toni nazionalisti ha anche letto un poema di Arif Nihat Asya.

25 aprile 1915
La battaglia di Gallipoli ebbe inizio il 25 aprile 1915, quando le forze Alleate (Australia, Gran Bretagna, Nuova Zelanda) sbarcarono nella penisola di Gallipoli, la striscia di terra che si trova nella parte nord dello stretto dei Dardanelli, nella speranza di sfondare attraverso la Tracia e andare a conquistare Costantinopoli, mettendo fuori dalla guerra l'Impero ottomano. Ma le forze ottomane si opposero con coraggio, impedendo così alle navi alleate di entrare nei Dardanelli. Dopo nove mesi di macelleria, le forze alleate furono evacuate a gennaio 1916. Winston Churchill fu punito, perdendo la poltrona di primo lord dell'Ammiragliato.

Battaglia di Gallipoli trionfo della resistenza turca
L'Impero ottomano avrebbe poi perso la prima guerra mondiale, assieme al suo alleato tedesco. Ma la Battaglia di Gallipoli rimase come trionfo della resistenza turca, perché riuscì a impedire l'occupazione e pose i semi per la nascita della Turchia moderna nel 1923. Alla battaglia partecipò come tenente colonnello, agli ordini del generale tedesco Otto Liman von Sanders, un certo Mustafa Kemal, che poi sarà ricordato come Ataturk, fondatore della Turchia moderna. Per l'Australia e la Nuova Zelanda, i combattimenti a migliaia di chilometri da casa, ebbero un'enorma importanza nella costruzione della coscienza nazionale. In Australia e Nuova Zelanda dopodomani viene celebrato l'Anzac, il giorno della memoria.