30 aprile 2017
Aggiornato 01:00
Pakistan

Karachi, aeroporto sotto attacco: 24 morti

All'alba l'esercito aveva annunciato di aver ripreso il controllo dello scalo dopo un attacco di un gruppo armato avvenuto ieri. Ma verso le 8.30 di questa mattina, ora locale, gli scontri sono ripresi. L'attacco rivendicato dai Talebani.

KARACHI - Continuano questa mattina gli scontri a fuoco all'aeroporto internazionale di Karachi, la megalopoli del sud del Pakistan. All'alba l'esercito aveva annunciato di aver ripreso il controllo dello scalo dopo un attacco di un gruppo armato avvenuto ieri. Ma verso le 8.30 di questa mattina, ora locale, gli scontri sono ripresi: «Abbiamo rilanciato l'operazione inviando rinforzi», ha dichiarato Sibtain Rizvi, portavoce dei Rangers, una forza paramilitare pachistana. L'attacco dell'aeroporto internazionale, costato la vita finora a 24 persone, tra soldati, guardie e assalitori, non è stato rivendicato, ma avviene nel momento im cui i negoziati tra le autorità pachistane e ribelli talebani sono in un vicolo cieco. Secondo fonti concordanti, gli assalitori erano ben addestrati e probabilmente di origine straniera.

TALEBANI RIVENDICANO ATTACCO - I ribelli talebani pachistani hanno rivendicato l'attacco in corso all'aeroporto di Karachi. Il Movimento dei talebani del Pakistan conduce dal 2007 una sanguinosa guerriglia contro il governo pachistano, formalmente alleato di Washington nella lotta contro il terrorismo. L'attacco su vasta scala, iniziato ieri sera, avviene sullo sfondo di un fallimento dei negoziati di pace tra talebani e autorità pachistane.

AUTORITÀ CHIUDONO TV PER CONTRASTO CON SERVIZI SEGRETI - Le autorità pachistane hanno imposto la chiusura di Geo News, la rete televisiva più seguita nel Paese, in seguito a un grave contrasto con l'intelligence pachistana (ISI). L'autorità di controllo dei media «ha deciso all'unanimità di sospendere immediatamente la licenza del canale per 15 giorni» e di imporre una multa di 10 milioni di rupie, pari a 100mila dollari. La rete televisiva ha accusato l'Isi di essere il mandante del tentativo di omicidio di un noto anchorman, caduto in un agguato nelle strade di Karachi ad aprile. Hamid Mir, una delle firme giornalistiche più apprezzate nel Paese, è stato colpito da tre colpi d'arma da fuoco, ma è sopravvissuto. La sua famiglia ha accusato esplicitamente il capo dei servizi segreti Zaheer-ul-Islam, del tentato omicidio. La televisione ha mostrato le immagini del capo dell'Isi seguite dalle accuse della sua famiglia per otto ore consecutive, facendo infuriare le autorità militari. Mir in passato aveva puntato il dito contro le potenti agenzie di intelligence e contro i vertici militari pachistani per il loro presunto ruolo nel rapimento di migliaia di persone nella provincia sud-occidentale del Baluchistan.