La notizia riportata oggi dai media britannici

Libia, profanate tombe britanniche e italiane. Tripoli si scusa

Fonti diplomatiche italiane, contattate da TM News, hanno precisato però che non ci sono caduti italiani della II Guerra Mondiale sepolti a Bengasi e non ci sono stati atti contro italiani in particolare. Ritrovati in una fossa comune 163 cadaveri di ribelli

Libia, profanate tombe britanniche e italiane. Tripoli si scusa

Libia, profanate tombe britanniche e italiane. Tripoli si scusa

LONDRA - Il governo libico ha presentato le sue «profonde scuse» per la profanazione di tombe di britannici e italiani a Bengasi, dopo la notizia di atti vandalici compiuti in cimiteri della città libica e riportata oggi dai media britannici.
«Alcune persone hanno attaccato tombe non musulmane a Bengasi, incluse tombe di persone di alcuni Paesi amici, comprese Gran Bretagna e Italia», recita un comunicato del Consiglio Nazionale Transitorio (Cnt), che «denuncia severamente tali atti vergognosi e promette di trovare e perseguire i colpevoli in base alla legge libica». La nota è riportata dal sito della BBC, che ha parlato di due cimiteri violati e in particolare di tombe dei soldati del Commonwealth morti nella II Guerra Mondiale.

I vandali in azione sono finiti in un video postato su Facebook. Immagini definite «scioccanti» dal Sottosegretario agli Esteri britannico, Jeremy Browne. Nel filmato si vede una folla che distrugge le lapidi e i crocifissi, tra cui una Croce del Ricordo, urlando 'sono cani, sono cani'». Stando a quanto riferito dalla stampa locale, l'oltraggio sarebbe stato compiuto per rappresaglia al rogo del Corano in una base militare in Afghanistan, avvenuto lo scorso mese.

Nessun atto contro i caduti italiani - Fonti diplomatiche italiane, contattate da TM News, hanno precisato però che non ci sono caduti italiani della II Guerra Mondiale sepolti a Bengasi e non ci sono stati atti contro italiani in particolare. «Il cimitero italiano dei caduti non fu mai costruito, perchè tutti i caduti furono trasferiti a Tripoli e poi portati via nel '70-'71 quando (Muammar) Gheddafi cacciò tutti gli italiani, minacciando quindi di distruggere il cimitero - hanno ricordato le fonti - non ci sono caduti italiani a Bengasi. C'è un cimitero cattolico a Bengasi, in pessime condizioni. Il vescovo di Bengasi, che è andato a vedere, non ha notato niente di nuovo. Non ci sono stati atti contro di noi».

Ritrovati in una fossa comune 163 cadaveri di ribelli - La commissione libica per la ricerca delle persone scomparse ha annunciato oggi il ritrovamento dei corpi di 163 persone, rimaste uccise durante il conflitto dello scorso anno contro il regime di Muammar Gheddafi. I cadaveri sono stati rinvenuti in una «fossa comune» nella città di Bin Jawad, a est di Sirte, dove Gheddafi venne catturato e ucciso il 20 ottobre scorso.
«Il rinvenimento di 163 corpi su 400 persone scomparse nelle regioni orientali della Libia è un risultato incredibile», ha sottolineato un membro della commissione, Maher Warfalli. Il presidente della commissione, Omar Abdelkhalek Obeidi, ha precisato che «i corpi appartengono ai ribelli morti tra febbraio e marzo 2011 a Brega, Ras Lanuf, Bin Jawad e anche alle porte di Sirte». Obeidi ha quindi aggiunto che se su alcuni cadaveri sono stati rinvenuti i segni di un'esecuzione, altri mostrano invece le ferite da combattimento. Warafalli ha fatto sapere che l'esumazione avverrà con l'assistenza delle Nazioni Unite e la collaborazione del ministero dei martiri e delle persone ferite e scomparse.

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