Con l'intengo di sostenere la ricostruzione del paese

Libia, USA e ONU revocano le sanzioni contro la Banca centrale

Washington: restano congelati gli averi della famiglia Gheddafi. Il congelamento dei beni delle due banche era stato deciso lo scorso febbraio nell'ambito delle sanzioni imposte contro il regime di Gheddafi

Libia, USA e ONU revocano le sanzioni contro la Banca centrale

Libia, USA e ONU revocano le sanzioni contro la Banca centrale

WASHINGTON - Gli Stati Uniti e il Consiglio di sicurezza dell'Onu hanno revocato gran parte delle sanzioni imposte contro la Libia, in particolare quelle contro la Banca centrale libica, con l'intento di sostenere la ricostruzione del Paese.
«Dopo consultazioni con il nuovo governo libico, gli Stati uniti hanno revocato gran parte delle sanzioni americane», ha annunciato il portavoce del Presidente Barack Obama, Jay Carney, in un comunicato. Il Tesoro Usa ha quindi precisato di aver messo a disposizione di Tripoli «oltre 30 miliardi di dollari». «Questa misura scongela tutti i fondi governativi e quelli della Banca centrale che si trovano sotto giurisdizione americana, con alcune limitate eccezioni», ha sottolineato la Casa Bianca. Infatti, «gli averi della famiglia Gheddafi e degli ex esponenti del regime Gheddafi negli Stati Uniti restano congelati».

Medesima decisione del Consiglio di sicurezza dell'ONU - Poco prima, alcuni diplomatici avevano riferito della stessa decisione del Consiglio di sicurezza dell'Onu di revocare le misure imposte contro la Banca centrale libica e contro una banca di investimenti esteri del Paese, per evitare ogni crisi di liquidità. Il congelamento dei beni delle due banche era stato deciso lo scorso febbraio nell'ambito delle sanzioni imposte contro il regime di Gheddafi.
Secondo Carney, lo scongelamento dei beni del governo libico negli Stati Uniti, «con le misure adottate dal Consiglio di sicurezza, permetteranno al governo libico di avere accesso a gran parte dei suoi beni nel mondo e aiuteranno il nuovo governo a portare avanti la transizione e la ricostruzione del Paese in modo responsabile».

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